Servizi di pulizia, tolta l’Iva dalle fatture

La legge di stabilità 2015 (articolo 1.629, L. n. 190/2014) ha introdotto una novità che riguarda i servizi di pulizia, inserendo nell’articolo 17, comma 6 del DPR 633/1972 la lettera a-ter.

La novità consiste nel fatto che, dal 1° gennaio 2015, le fatture per i servizi di pulizia emesse nei confronti di soggetti passivi Iva (partite Iva e imprese) non conterranno più l’addebito dell’Iva indicando, quale motivazione, l’annotazione “inversione contabile ai sensi dell’articolo 17.6 lettera a-ter, del DPR 633/1972”.

Il “reverse charge”

L’Iva dovrà essere assolta dal cliente che riceve la fattura tramite il meccanismo del reverse charge: con questo sistema il cliente deve integrare il documento - ricevuto senza addebito dell’Iva - con il calcolo dell’imposta dovuta e indicare l’aliquota e l’importo dovuto. Nel caso delle imprese di pulizia l’aliquota è quella ordinaria del 22%.

La fattura così integrata è registrata due volte:

1) nel registro delle fatture emesse, per evidenziare, a debito, l’imposta dovuta e non versata al fornitore;

2) nel registro degli acquisti, per evidenziarla a credito e per esercitare il proprio diritto alla detrazione dell’Iva.

L’imposta è quindi registrata sia a debito che a credito e si pareggia, salvo che si applichino limiti alla detrazione (per pro-rata o altro). La conseguenza di questo meccanismo è che l’Iva dovuta su queste prestazioni è versataall’erario tramite la liquidazione periodica anziché al fornitore.

La novità riguarda tutte le operazioni fatturate nel 2015 anche se svolte in precedenza. Nel caso l’impresa di pulizia fatturi con Iva bisognerà contestarle l’addebito dell’Iva e chiedere l’emissione di una nota di accredito per l’importo dell’Iva stessa che non deve quindi essere pagata.

 

CHECK LIST

Pulizie Chi si avvale di un’impresa di pulizie esterna, deve verificare che tutte le fatture fatte a partire dall’1 gennaio 2015 non contengano l’Iva. Se l’impresa di pulizie dovesse fatturare con l’Iva, le va contestato l’addebito dell’Iva, che non deve essere pagata.

Calcolo Il gestore che riceve la fattura dovrà integrare il documento con il calcolo dell’imposta dovuta (aliquota 22%) e registrare la fattura sia nel registro delle fatture emesse che nel registro degli acquisti.

Errori Se l’impresa di pulizie dovesse fatturare con l’Iva, le va contestato l’addebito dell’Iva, che non deve essere pagata, e va chiesta l’emissione di una nota di accredito per l’importo dell’Iva.

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