Realtà aumentata comincia a usarla nel tuo bar

Gestire –

Utilizzare un qr code piazzato in vetrina per promuovere un’offerta, gestire gli ordini dei clienti registrati: sono le prime applicazioni già messe in pratica dai gestori più tecnologici. Ma in futuro sarà boom

La realtà? È aumentata. Merito di un mix di tecnologie, hardware e software, che stanno prendendo sempre più piede in tutto il mondo, grazie alla diffusione di smartphone, tablet e occhiali intelligenti, come i tanto reclamizzati Google Glass. Non si tratta solo di stranezze per i malati di hi-tech, ma di qualcosa con cui dovremo imparare presto a confrontarci e che, soprattutto, può diventare un’arma potentissima di promozione anche per i gestori di locali.
Ma che cos’è esattamente la realtà aumentata? Lo abbiamo chiesto a un esperto in materia, Maurizio Bisogni, che da 15 anni vive in Giappone, culla delle novità in fatto di elettronica, automazione e telecomunicazioni. «La realtà aumentata - spiega - è un supporto hardware e software in grado di sovrapporre dati e immagini digitali a ciò che percepiamo con i nostri sensi. Un esempio? Il cellulare che dà informazioni aggiuntive sul menu del giorno, magari traducendolo o mostrando gli ingredienti base dei piatti».

Smartphone protagonisti
Smartphone e tablet saranno, nel prossimo futuro, i vettori principali della realtà aumentata, affiancati da nuovi strumenti che si stanno affacciando sul mercato (come i già citati Google Glass) o che lo faranno in un prossimo futuro. La Jaguar, per esempio, ha appena presentato un parabrezza interattivo su cui il guidatore può vedere proiettate una serie di informazioni sulle strade che sta percorrendo, e perfino la velocità delle auto a cui si sta avvicinando o che lo stanno sorpassando. «Ma una parte fondamentale della realtà aumentata - ricorda Bisogni - sono i contenuti, che vengono inseriti in questi sistemi grazie alla presenza di un algoritmo intelligente».
Per il mondo dei bar si potrebbe creare un sistema in grado di riconoscere il cliente, per esempio tramite il suo profilo Facebook, accedendo così a una serie di informazioni su preferenze, gusti alimentari, intolleranze ecc. A quale scopo? Per esempio per segnalare sul tablet i panini o i piatti con gli ingredienti più adatti. Parliamo di applicazioni non ancora disponibili sul mercato, ma virtualmente realizzabili.
Come ci si può avvicinare semplicemente a queste tecniche? «A piccoli passi - suggerisce Bisogni - avendo bene in mente quale pubblico catturare. Inserire codici QR in vetrina, su volantini, biglietti da visita, tovaglioli, scontrini o simili, che rimandino a una pagina in rete, può essere un primo passo a costo contenuto. Mai sottovalutare l’immediatezza di un codice che porta velocemente a ciò che il cliente vuole sapere, anche se come sistema è semplice. La gestione degli ordini da parte di clienti registrati ha il vantaggio di fidelizzare la clientela. Anche questo sistema ha un costo abbastanza contenuto. Per sistemi invece che richiedono l’interazione di elementi complessi - dal GPS, alle offerte combinate, alla gestione punti e alle immagini sovrapposte in streaming -, meglio rivolgersi a professionisti».

Catturare i nuovi clienti
«Una delle caratteristiche delle generazioni Y e Z (rispettivamente i nati dall’80 al 2000 e dopo il 2000, ndr) è di non riuscire a mantenere per lungo tempo l’attenzione sulla realtà senza mediazioni» spiega Bisogni. Vista una cosa, si sente subito il desiderio di saperne di più attraverso Internet, i social, You Tube e altre app. «Tutti strumenti - sottolinea l’esperto - che portano a gratificazioni immediate ma a soglie di attenzione molto brevi. Questo è sicuramente un trend a livello mondiale. I nuovi metodi di marketing ne tengono conto e hanno capito che la realtà aumentata è in grado di catturare l’attenzione e influenzare le scelte». ★

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