Quando l’accoglienza paga

Disabilità –

I locali che installano servizi per i portatori di handicap guadagnano credito in immagine. E non solo

Per il locale che voglia essere friendly la capacità di accogliere il cliente disabile è sicuramente un buon banco di prova. Perché la gestione del rapporto con questo tipo di utenza non può essere affidata all'improvvisazione o alle generiche “buone intenzioni”, ma, al contrario, richiede una pianificazione a monte. Un bagno accessibile a tutti o un parcheggio riservato non si inventano al momento: se non sono stati previsti non si può fare altro che dire «mi dispiace...». Perdendo un cliente e una buona occasione di dar prova di civiltà.

Dare risposte a bisogni reali
Per chi si sposta in carrozzella un problema critico è quello del bagno (non dimentichiamo, tra l'altro, che certe condizioni di disabilità impongono di servirsene molto frequentemente). Però spesso la toilette per disabili non c'è proprio,  oppure c'è, ma la si usa così poco che finisce per diventare uno sgabuzzino, di cui all'occorrenza non si trova più nemmeno la chiave. Al contrario, se lo spazio lo consente, si possono prevedere due bagni diversi. Altrimenti un'alternativa può essere quella di attrezzare l'unico bagno esistente per l'utenza disabile e renderlo disponibile per tutti. L'avvertenza, in questo caso, sarà quella di scegliere sul mercato degli ausili che non abbiano un aspetto eccessivamente “ospedaliero”, generalmente un po' respingente. Per esempio i classici maniglioni: purché rispettino i canoni di utilità per i quali sono previsti, perché non prevederli colorati e coordinati all'immagine complessiva del bagno (informazioni sull'argomento si possono trovare sul sito unbagnopertutti.org)?

Un servizio utile per tutta l'utenza
Strutturare il bagno “normale” anche per persone con problemi di deambulazione e/o di autonomia (in termini di misure, di disposizione dei sanitari e degli accessori, di presenza di ausili, ecc.) è una scelta lungimirante. Anche senza considerare la disabilità in senso stretto, ci sono varie fasce di utenti, dalle donne gravide agli anziani, alle persone ingessate o con le stampelle, che potrebbero trovare utili questi aiuti. Bagno a parte, un altro ostacolo che spesso può risultare insormontabile per chi si sposti in carrozzina (ma anche per il genitore con bimbo in passeggino) è rappresentato da sedie e tavoli fissati al pavimento. È sempre bene che la disposizione del locale preveda almeno una parte attrezzata con arredi mobili, per poter rispondere a esigenze differenziate.
 
Un accoglienza fatta anche di piccole attenzioni
Altro tema “caldo” è il parcheggio, oggi difficile per tutti, ma soprattutto per chi, per qualsiasi ragione, si sposta a fatica. Non sempre è possibile ovviare a questo inconveniente, ma, qualora il vostro locale disponga di un suo parcheggio, è bene prevedere almeno uno spazio riservato (e, magari, cercare di farlo rispettare). Teniamo presente, comunque, che il problema dell'accoglienza non è soltanto fisico. Ci sono muri che, pur essendo invisibili, finiscono per essere altrettanto invalicabili e discriminanti di quelli reali. Un esempio? Immaginiamo che un ipovedente voglia scegliere dal banco un panino o una fetta di torta: sarà necessario dargli spiegazioni sugli ingredienti o suggerirgli eventuali alternative. È chiaro che questo, soprattutto in orari di punta, può far perdere qualche secondo in più. Ma non pensate che possa valerne la pena?

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