Quando il cliente non paga

Consigli e informazioni sul recupero di un credito

Spesso il gestore si ritrova nelle vesti di debitore nei confronti di fornitori, banche e proprietari dell'immobile.

Ma, a volte, è il gestore che deve recuperare il proprio denaro, nei confronti dei clienti quotidiani che si sono dileguati dopo aver lasciato al bar un lista interminabile di consumazioni, o dei clienti occasionali che si "dimenticano" di pagare il saldo di una festa o di un evento particolare.

Quella del debitore è una delle arti più antiche al mondo. Vediamo come combatterla.

La premessa è che non si può fare a meno di un legale. Fare da soli significa partire male e complicare la questione.

Il gestore potrà invece concordare con il proprio legale i modi e i tempi dell'azione esecutiva (cioè, dell'attività legale necessaria per riscuotere il credito), e, soprattutto, valutare se sia opportuno avviare la pratica, in base alla conoscenza della situazione patrimoniale del proprio debitore e alle concrete possibilità di successo.

La prima preoccupazione è dunque quella di informarsi sul debitore.

Se il debitore è una società o un imprenditore commerciale, è utile richiedere alla Camera di Commercio una visura camerale, documento che elenca i dati della società (la sede legale, chi è il legale rappresentante, chi sono i soci) e indica la sua eventuale operatività (attiva, in liquidazione, fallita).

La visura camerale serve, ad esempio, a smascherare i falsi legali rappresentanti, che si presentano a nomi di società per cui non sono affatto abilitati a contrattare.

Se il nostro debitore è una persona fisica, uno strumento di indagine assai potente (ma purtroppo spesso altrettanto costoso) sono le informazioni cosiddette "commerciali".

Più il credito è rilevante, e più avrà senso rivolgersi alle agenzie specializzate che raccolgono i dati su reperibilità (residenza e domicilio), situazione lavorativa (impiegato, autonomo, disoccupato, pensionato), eventuali protesti e situazione patrimoniale (fonti di reddito, conti correnti, crediti da riscuotere) del debitore.

Il secondo problema è il seguente: che titolo si possiede per provare il credito?

A volte si ha un assegno, a volte una cambiale, a volte nulla.

Con la cambiale e con l'assegno si può subito procedere all'azione esecutiva, chiedendo il protesto del titolo non pagato e inviando subito l'ultima intimazione di pagamento, il cosiddetto "precetto", al debitore.

Si ricorda che l'assegno postdatato può comunque essere presentato per l'incasso, anche se la data di presentazione non è ancora giunta.

Se non si hanno né assegno né cambiale, tutto sarà più lento, perché il titolo (decreto ingiuntivo o sentenza) bisogna ottenerlo.

Si dovrà innanzitutto inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al debitore per metterlo in mora.

Poi si potrà chiedere un decreto ingiuntivo al Giudice di Pace (fino a euro 2.582) o al Tribunale (oltre euro 2.582), se si è emessa una fattura al cliente.

Se la fattura non c'è, si dovrà cominciare una causa ordinaria che ha costi certi e durata incerta.

Ottenuta la sentenza, si potrà procedere con precetto (una semplice notifica), pignoramento e, se il debitore è un'imprenditore commerciale, istanza di fallimento.

Pignorare vuol dire rendere indisponibili al debitore beni (trovati in casa o in azienda) o somme (conti correnti o crediti verso terzi): è un'attività che viene svolta dall'Ufficiale Giudiziario su indicazione del creditore, e precede, nel caso dei beni, la vendita all'asta.

Un ultimo avvertimento.

Attenzione: il credito di "albergatori e osti", secondo l'antica definizione del codice civile, si prescrive in soli sei mesi dal giorno dell'alloggio o della somministrazione.

Tutto quello che si è detto sinora ha una morale.

Chi conosce in anticipo gli strumenti che avrà a disposizione per recuperare il proprio credito, può meglio valutare...l'opportunità di concederlo.


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