Quando il bar si ispira al bazar

Nuovi format –

Alle Canarie, a Saragozza e a Santander nascono i primi fast food Todo1Euro che offrono snack, panini, gelati, bevande al prezzo fisso di un solo euro. La formula piace tanto che verrà presto replicata anche in altre città iberiche

La formula è mutuata dal retail, e precisamente da quei negozi-bazar che stanno dilagando in tutta Europa e che offrono un po’ di tutto a prezzi fissi, ovviamente molto bassi e molto convenienti per il cliente finale.
Siamo in Spagna dove il concetto del “Tutto a...” è stato applicato al mondo della ristorazione. È nata così la catena “Todo1euro - Fast food quality” che già nell’insegna spiega chiaramente l’offerta del locale. Infatti, entrando in uno dei 4 negozi di questa catena, si possono scegliere panini, snack, insalate, frutta, bevande, gelati e caffetteria sapendo già quanto si pagherà: 1 euro a prodotto. In tempi di portafogli sempre più leggeri e di crescente attenzione alla spesa, si tratta di un plus interessante per una grande fetta di consumatori. Ma che risponde anche alle esigenza di un acquisto d’impulso e che si inserisce nel trend inarrestabile del pasto veloce e possibilmente anche leggero e poco impegnativo.
La scommessa, semmai, è quella di riuscire a coniugare qualità, gusto e prezzo: ma in questa catena l’obiettivo sembra sia stato centrato. Tanto per cominciare l’offerta è articolata in base alle tradizioni e alle abitudini dei consumatori spagnoli. Il pezzo forte del menù sono le 78 combinazioni di (piccoli) panini, realizzati con pane in cassetta sfornato direttamente nel ristorante e preparati in diretta sotto gli occhi dei clienti, con ingredienti sia caldi sia freddi. Molto apprezzati anche i gelati, realizzati sempre nel punto vendita, e presentati in un espositore rotante situato al fianco del bancone di servizio.
Il “best seller” è il “Chupi Ice”, un cubo di biscotto con un cuore di cioccolato e una farcitura di gelato, creato in esclusiva da Todo1euro per un consumo in movimento.
L’offerta snack punta invece su stuzzichini di mais e olive, due fuoripasto molto apprezzati dagli spagnoli.
Per una pausa pranzo leggera e vegetale vengono poi proposti anche quattro tipi di insalate, realizzate quotidianamente con ingredienti freschi e confezionate in vaschette trasparenti chiuse ermeticamente, e 3-4 tipi di frutta fresca di stagione, a rotazione tra kiwi, papaya, arancia, mela, fragola, melone, cocomero e cocco, tutti tagliati e preconfezionati. Infine, le bevande: soft drink, birra, infusi, succhi di frutta, acqua e caffè.
È l’offerta, declinata sulle preferenze degli spagnoli, la preparazione a vista dei panini e la presenza di frutta e verdure di giornata a comunicare immediatamente una sensazione di cucina sfiziosa, ma sana e fresca, mentre l’arredamento dei locali è piuttosto spartano e semplice, anche per l’alta rotazione dei clienti.
Un’idea replicabile anche in Italia? Perché no? Dato il tipo di formula e di offerta bisogna però considerare di lavorare in spazi piuttosto ampi (almeno 100 mq, con minimo 6 metri di bancone) e situati in zone a forte traffico pedonale, come accade per i quattro negozi esistenti situati alle isole Canarie, a Saragozza e a Santander. Ma altri ristoranti sono in fase di apertura con la formula del franchising. Cosa proporre nel nostro Paese? Un po’ quello che viene offerto in Spagna: panini, insalate, piccoli snack. Naturalmente visti i margini davvero ridotti e il prezzo di vendita fisso il grosso del lavoro deve essere indirizzato al contenimento degli sprechi e ad acquisti molto, ma molto intelligenti.

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