Pilsner Urquell cambia e rilancia

Forma della bottiglia, colore del vetro, etichetta ridisegnata. La famosa birra ceka è stata di recente sottoposta a un profondo rinnovamento della confezione battezzata brown bottle.

In controtendenza rispetto alla moda attuale, il gruppo internazionale SabMiller plc ha voluto rilanciare il prodotto premium Pilsner Urquell (4,4° alc) cambiandone la confezione. Sono state infatti riprese alcune caratteristiche storiche come la bottiglia in vetro marrone (invece che verde) e il disegno a collo corto (invece che long neck) della 33 cl, mentre l’etichetta ora è in stile pergamena color avana chiaro, valorizzata da scritte in verde scuro e oro e dal grande bollo rosso centrale tipo ceralacca. Un’operazione di restyling che aveva già caratterizzato l’anno scorso, con grande successo, una serie di lattine 50 cl limited edition can. La brown bottle Pilsner Urquell per ora è disponibile solo per i mercati Usa, Uk e Italia.

Nessun cambiamento invece per la storica ricetta che ha reso chiare e trasparenti le birre bionde a bassa fermentazione che, fino a 1842, rimanevano inesorabilmente torbide per i lieviti in sospensione. Una “rivoluzione” tecnica che ha dato il nome a un preciso stile birrario (pils, pilsen o pilsner) e a uno standard che caratterizza l’80% della produzione mondiale.

Per il mercato italiano il lancio della nuova brown bottle Pilsner Urquell è stato curato da Birra Peroni (filiale del gruppo SabMiller plc) utilizzando l’ambiente della storica Fonderia Napoleonica di Milano. Nell’occasione la nuova bottiglia da 33 cl è stata affiancata da un impianto di spillatura che, manovrato dal brand ambassador Max Dubini, ha proposto Pilsner Urquell in due modalità: hladinka (tradizionale) e mlinko che, tramite un apposito filtro, realizza una schiuma particolarmente compatta e cremosa (birraperoni.it).

Da citare anche l’accompagnamento food proposto. Come antipasti sul tagliere sono stati serviti prodotti di norcineria della cooperativa agricola Firenzuola (zona Mugello, Firenze) dal prosciutto crudo alla finocchiona, al salame rosso piccante, ai cacciatorini di cinghiale (centrocarnimugello.it), per continuare con formaggi della storica (XIII secolo) Fattoria Il Palagiaccio (Scarperia, Firenze) come l’erborinato blumugello e il morbido cremino, abbinati a una gelatina alla birra (palagiaccio.com).

Preparati dallo chef Samuele Gallori dei tre ristoranti green Il Panino Tondo di Firenze, sono stati serviti due primi piatti: gnocchi al farro al sugo fresco di pomodoro aromatizzato con fiori di luppolo e ravioli di patate al ragù bianco di salsiccia sfumati alla birra. Come piatto centrale è stata la volta di una tagliata di carne di manzo marinata per 20 giorni nella birra arricchita da un mix di spezie piccanti (ilpaninotondo.it). Per finire un sorbetto preparato solo con zucchero e birra, realizzato dal maestro gelatiere fiorentino Vetulio Biondi.

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