Newslot, via alla conta

Giochi&Scommesse –

Partito il censimento che offrirà una fotografia reale del settore. Obiettivo: rimuovere gli apparecchi che sforano i limiti di legge. Il problema delle sanzioni

Schiacciato tra la rinnovata e necessaria attenzione nei confronti dell'antiriciclaggio, l'arrivo del cash game per i giochi di abilità e la super crescita del mercato delle Vlt, il contingentamento delle newslot sembra essere quasi passato in secondo piano. Eppure interessa direttamente il settore che negli ultimi anni ha, più di tutti, trainato con maggior forza l'intero sistema italiano del gioco fino ai 60 miliardi di turnover registrato nel 2010. Ma di cosa si tratta in concreto e chi riguarda? In parole semplici il contingentamento riguarda gli apparecchi che “sforano” i termini in materia di installazioni per metro quadro stabiliti dal Decreto Direttoriale del 18 gennaio 2007 (vedi box a sinistra). La legge di stabilità (n. 220 del 13 dicembre 2010) ha demandato all'Amministrazione dei Monopoli (Aams) la realizzazione di un nuovo regolamento che indichi con esattezza i criteri per l'installazione delle newslot nei locali in base ai metri quadri disponibili. Per questo, nel mese di gennaio, l'amministrazione ha chiesto alle società concessionarie di operare un censimento del parco delle macchine collegate alla loro rete, e di presentare tutti i dati sulla base delle verifiche effettuate in data 18 gennaio 2011. Un controllo per conoscere finalmente il reale numero delle macchinette collegate alla rete, procedendo così alla rimozione degli apparecchi in eccesso. Tutto così facile? No, i concessionari, e quindi i terzi incaricati, possono mantenere gli apparecchi superflui previo versamento di 300 euro mensili per ogni apparecchio. La stessa somma, a carico dei “responsabili dell'installazione”, dovrà essere versata per ciascun apparecchio anche relativamente agli apparecchi non muniti di nulla osta di esercizio. Una possibilità che non deve però essere adottata come possibilità di acquisto di deroghe alle norme, spiega il Centro Studi di Assotrattenimento, che puntualizza: «I 300 euro di cui si parla, infatti, non sono coupon di tolleranza acquistabili ma formali sanzioni irrogate e riscosse da Aams».

Conflitti di attribuzione in vista

In pratica, rimarca il Centro Studi: «In caso di riscontrata inerzia, al trentesimo giorno la sanzione comminata da Aams per ogni apparecchio in più è pari a 300 euro. Alla multa segue ancora una ripetizione della stessa per altre due volte dalla verifica di attuazione della rimozione intimata, con eventuale irrogazione delle ulteriori sanzioni, fino a quando, al novantesimo giorno dall'ordine iniziale, scatterà la rimozione coatta e una nuova sanzione, pari a 1.000 euro ad apparecchio». Ad ogni modo la violazione non è rilevante a fini di Pubblica Sicurezza, ma è di tipo differente. La sanzione non è elevata al titolare della licenza di pubblico esercizio ma ai concessionari che possono, se ne ricorrono i presupposti, chiedere il rimborso ai terzi incaricati. In realtà il nuovo regolamento potrebbe aprire una vertenza con i comuni, oggi unici soggetti in possesso del diritto di sanzionare il mancato rispetto del numero massimo di apparecchi installabili. La legge di stabilità sottrae infatti agli enti locali la possibilità di sanzionare violazioni all'art. 86 del Tulps, ponendo le basi per una pericolosa serie di ricorsi alla Consulta per evidenti conflitti di attribuzione. Non saranno più quindi i Vigili Urbani ad elevare le multe, ma rappresentanti di Aams e Siae, consentendo così ai comuni di rilasciare le licenze senza però la possibilità di sanzionare eventuali violazioni dei regolamenti.

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