Locali mondiali, scenografici e pieni di spirito

Per il sesto anno consecutivo “Restaurant & Bar Design Awards” ha nominato i bar più belli del mondo. Il premio, nato in Gran Bretagna, prende in considerazione diversi parametri: il contesto costruito d’inserimento, la tipologia del locale, la decorazione delle superfici, l’utilizzo dei materiali, dell’illuminazione naturale e artificiale fino all’immagine coordinata. Fra le tre categorie prese in considerazione, suddivise in sezioni tipologiche o per aree geografiche, la giuria internazionale ha scelto come “Best Bar 2014” il cinese Fei (progetto di A.N.D.), segnalato anche come miglior bar asiatico nella categoria “Vincitori internazionale”. I progetti premiati dall’edizione 2014 mettono in evidenza quanto abbiano contato le soluzioni tecniche, applicate a materiali e all’involucro del locale, per la resa del concept progettuale. La quasi totalità dei progetti è stata impostata su un design contemporaneo con materiali, texture, apparecchi d’illuminazione, tessuti, finiture, arredi su disegno. In tutte le realizzazioni l’illuminazione artificiale quale importante elemento scenografico e la cura dei dettagli hanno fatto la differenza per la valutazione finale della giuria. Da tutto ciò appare evidente che i bar premiati sono unici e hanno interpretato con soluzioni innovative e originali il brief iniziale. Ognuno è stato progettato con lo scopo di diventare un’attrazione cittadina e un luogo d’aggregazione irrinunciabile. Ecco il motivo di soluzioni spettacolari di molti vincitori, in primis del primo classificato, il Fei, all’interno di un hotel W a Guangzhou (Cina), circoscritto in uno spazio quadrato con al centro il bancone, sovrastato da una “cappa a spirale”, e circondato dal sistema a fibre ottiche che riveste internamente la facciata in vetro strutturale; del Mr Fogg’s di Londra, set “teatrale” che riproduce la casa del protagonista de “Il giro del mondo in 80 giorni”; dell’Aluminium Flower Garden in Giappone in cui un gigantesco fiore d’alluminio, realizzato con la tecnica dell’origami, ondeggia dal soffitto diffondendo luci e riflessi in tutto il locale; dello Sleep Bar di Londra, che gioca sul contrasto fra le sottili sculture triangolari in alluminio delle pareti e il monolite in ceramica bianca del bancone bar; del bulgaro Night Flight, in cui viene riprodotto il cielo stellato di mezzanotte tramite una rete luminosa a superficie sferica che migliora la prospettiva centrale o ancora dell’Howler Bar in Australia, in cui, con materiali poveri e un efficace lighting design, interno ed esterno del locale si mescolano a formare una foresta urbana.

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