Il “Salva Italia” e le novità per i bar

Normative –

Tra le misure decise dal Governo Monti sono numerose quelle che riguardano direttamente l’attività e la gestione dei locali. Vediamo quali sono e quali saranno gli effetti concreti sulla vita fiscale e amministrativa degli esercizi pubblici

La prima manovra del governo Monti, il Dl 201/2011 anche conosciuto come “Salva-Italia”, porta varie misure che interessano anche la gestione degli esercizi pubblici. Ecco le principali.
36 e 55%. La detrazione fiscale del 36% per i lavori di recupero edilizio passa a regime e diventa applicabile anche a edifici non residenziali danneggiati da calamità naturali. L'agevolazione del 55% sugli interventi di risparmio energetico è prorogata per tutto il 2012.
Fisco. Tra le misure antievasione quella principale è l'aver abbassato il limite per i pagamenti in contanti a 999,99 euro: è però prevista una “tregua” per le infrazioni commesse dal 6 dicembre 2011 al 31 gennaio 2012. Alle imprese soggette agli studi di settore, allineate a Gerico e coerenti rispetto agli indicatori, sono preclusi gli accertamenti analitico-induttivo e ridotti di un anno i termini di decadenza dell'accertamento. E l'accertamento sintetico è previsto solo se il reddito si discosta di un terzo da quello dichiarato.
Imu. L'imposta sugli immobili viene anticipata al 2012. L'aliquota base è del 7,6 per mille, ma i sindaci possono aumentarla o diminuirla del 3 per mille. Si calcola sulle rendite catastali aggiornate e moltiplicate per determinati coefficienti. Per i negozi (cat.C/1) si applica un moltiplicatore del 55%.
Irap. Dall'anno d'imposta 2012 potrà essere dedotto dal reddito d'impresa un importo pari all'Irap sul costo del lavoro, relativo cioè alle spese per il personale dipendente. Dallo stesso periodo aumenta la deduzione base Irap per donne e under 35 assunti - anche prima del 2012 - a tempo indeterminato: la quota passa da 4.600 a 10.600 euro; da 9.200 a 15.200 euro per le aree “svantaggiate” (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Rimane fermo lo sconto forfettario del 10% già in vigore dal 2008 per gli interessi passivi.
Iva. Aumento di due punti delle aliquote Iva del 10 e 21%, che dal 1° ottobre 2012 potrebbero passare al 12 e 23%. Dal 1° gennaio 2014 le aliquote potranno essere aumentate ancora dello 0,5%.
Orari. Diventa permanente ed estesa a tutto il territorio nazionale la liberalizzazione degli orari degli esercizi.
Pensione. Dal 2012 cambiano le regole. Viene esteso a tutti il sistema contributivo, scompaiono il meccanismo delle quote (somma di età e anzianità) e quello delle “finestre mobili”, viene rivisto il sistema di adeguamento dei parametri alla speranza di vita. La via d'uscita “ordinaria” di vecchiaia prevede da subito una soglia a 66 anni per gli uomini (a 67 anni nel 2012) e a 62 anni per le donne (che crescerà per arrivare a 66 anni nel 2018). Viene rivista la scalettatura dei pensionamenti anticipati per anzianità (dal 2012: 42 anni e 1 mese per gli uomini, 41 anni e 1 mese per le donne) con penalizzazioni in base agli anni di anticipo. Per i commercianti aumentano le aliquote contributive dovute all'Inps: salgono dell'1,3% dal 2012, e successivamente dello 0,45% ogni anno fino a raggiungere il livello del 24% nel 2018.

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