idee luminose per gli affari

Luci –

Il progetto per l’illuminazione di un locale è un aspetto chiave per creare un’atmosfera in grado di restare impressa nella memoria. I consigli dell’esperto

L'illuminazione in un locale pubblico contribuisce almeno per il 50-60% a creare l'atmosfera giusta e a imprimere un ricordo nel visitatore. Ben più di quanto facciano molti elementi della progettazione architettonica, come i pavimenti, per i quali però si stanzia molto più denaro, in fase di progetto, rispetto all'impostazione delle luci. È questa l'opinione di Matteo Fiore, architetto e lighting designer, docente ai corsi di New Entertainment Design organizzati a Milano dal consorzio Poli.Design del Politecnico (www.polidesign.net). Proprio a Fiore abbiamo chiesto come si affronta il problema dell'illuminazione in un locale.
«È sbagliato - risponde - ragionare per compartimenti stagni e pensare a soluzioni diverse per ogni area del locale. Non dobbiamo impostare un'illuminazione specifica per il banco bar, distinta da quella della sala o del dehors. Certo, il banco va illuminato bene nel punto dove lavorano i bartender, ma nell'ambito di un unico progetto, il cui primo obiettivo è basarsi su colori, materiali e volumi esistenti per creare uno scenario capace di colpire e restare impresso nella memoria». Spesso si tratta di individuare un elemento, un segno che caratterizzi il locale e lo faccia ricordare al suo pubblico. Per riuscirci, il lighting designer ha davanti a sé diversi approcci.
Un primo metodo è quello di ricorrere a pochi fasci luminosi puntati sugli elementi di attrazione del locale, lasciando il resto dell'ambiente in luce naturale o riflessa. «Si individua un elemento caratteristico - dice Fiore - e lo si evidenzia con una luce intensa, in modo da farlo diventare esso stesso una sorgente luminosa». Esempio: un ristorante milanese in cima a un grattacielo, tutto a vetrate che si affacciano sulla città. «Ci sono grandi tavoli rotondi e bianchi su cui ho puntato fasci sagomati che illuminano solo il profilo lasciando in ombra il resto - spiega Fiore -. L'effetto è una sala punteggiata da tanti cerchi luminosi che fluttuano nel buio, senza riflessi sui vetri per non impedire la visione di Milano illuminata di notte».
In altre situazioni è lo stesso elemento centrale del locale che diventa fonte di luce diretta: per esempio un banco bar rivestito di pannelli luminosi o di Led. Altra strategia ancora consiste nel valorizzare le pareti colorate, che diventano veri e propri sfondi da illuminare con una luce bianca uniforme. In questo modo si proietterà nel locale una luce che avrà il colore della parete. Per ottenere questo effetto si possono usare lampade a basso consumo, alogene o fluorescenti. «Attenzione a queste ultime - avverte Fiore - sono le più economiche ma emettono una luce troppo uniforme e fredda. Per renderle più scenografiche vanno “filtrate”, con paralumi o inserendole in gole ricavate nei soffitti e nelle pareti».

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