Regioni gialle, arancioni, rosse e bianche: la situazione aggiornata fino al 16 maggio

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La classificazione delle regioni nelle aree di rischio dal 10 al 16 maggio, con tutte le limitazioni previste per i locali

Arrivte le nuove ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza che aggiornano la classificazione delle regioni nelle fasce di rischio delineate dal Dpcm 3 novembre 2020 (che potete scaricare in fondo all’articolo), con le misure differenziate per limitare i contagi da Covid-19. Misure modificate dal Decreto riaperture (per approfondire leggi Decreto riaperture: cosa si può fare (poco) e cosa no), che ha tracciato il percorso verso la graduale riapertura delle attività economiche e introdotto alcune novità che riguardano anche i locali.

La nuova classificazione è in vigore dal 10 al 16 maggio.

Grande novità del Dpcm 3 novembre è stata infatti l’introduzione di una classificazione delle Regioni in tre scenari, “giallo”, “arancione” e “rosso”, sulla base della gravità della situazione epidemiologica che presentano, in ordine crescente dal giallo al rosso, a sua volta definita da 21 parametri di riferimento, tra i quali l’indice di contagio Rt, i focolai presenti e la situazione di occupazione dei posti letto e delle terapie intensive negli ospedali. Per ogni scenario sono state definite specifiche misure restrittive, commisurate al grado di rischio, mentre la collocazione delle regioni nelle varie fasce viene decisa dal ministro della Salute, sentiti i governatori, sulla base dei 21 parametri. A questi tre scenari, con il Dl dello scorso 14 gennaio, ne è stato aggiunto un quarto, il "bianco", che prevede un forte allentamento delle misure restrittive, con limitazioni ridotte al minimo. Il ministero della Salute, con frequenza almeno settimanale, verificherà il permanere dei presupposti di appartenenza di una regione nello scenario di appartenenza e quindi decidere il passaggio a quello con indice di rischio superiore o inferiore.

Classificazione regioni 10 maggio_Dpcm 3 novembre
Classificazione delle regioni per fasce di rischio dal 10 maggio

Locali in regioni in fascia gialla

Nelle regioni classificate in fascia gialla, quella a moderata criticità, nella quale rientrano Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto, si applicano le misure previste per tutto il territorio nazionale. A partire dal coprifuoco, ovvero il divieto di circolazione dalle 22 alle 5 del giorno successivo. In tale fascia oraria sono permessi gli spostamenti di natura personale verso una sola abitazione privata abitata, nei limiti di quattro persone ulteriori rispetto a quelle lì già vivono (oltre ai minori di anni 14 o soggetti non autosufficienti. È in ogni caso fortemente raccomandato, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, eccetto che per esigenze lavorative, di studio, salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

Per quanto riguarda i locali (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, pizzerie, chioschi, bar mobili), l’apertura è consentita dalle ore 5 alle ore 22 tutti i giorni della settimana, ma solo per il servizio al tavolo ed esclusivamente all’aperto.

Il numero delle persone che possono prendere posto al tavolo è fissato in un massimo di 4 «salvo che siano tutti conviventi». Dopo le ore 18, inoltre, resta vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, sempre comunque con l’obbligo di assicurare il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Un’eccezione è prevista anche per la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive, che possono proseguire la loro attività, ma limitatamente ai propri clienti, che siano alloggiati nelle stesse strutture.

Così come resta sempre consentita, senza limiti di orario, la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto e fino alle 22 sono permesse anche le vendite con asporto, sia di cibi sia di bevande (anche alcolici e superalcolici), con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale. Il servizio di asporto è però limitato alle ore 18 per le attività con codice Ateco 56.3. ovvero bar ed esercizi simili senza cucina.

Dal primo giugno le attività dei locali sono consentite anche al chiuso, ma sempre con consumo al tavolo e dalle ore 5 fino alle ore 18.

Inoltre, restano sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente.

Confermata la stretta anche per le medie e grandi strutture di vendita e gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali, che devono stare chiusi nelle giornate festive e prefestive, a eccezione delle farmacie, parafarmacie presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Locali in regioni in fascia arancione

Nelle regioni che rientrano nella fascia arancione, ad elevata gravità e da un livello di rischio alto, ovvero Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta, le restrizioni hanno una validità di 15 giorni. In tali aree del Paese viene sospesa l’attività dei locali (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), a esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio.

Anche qui l’unica eccezione è prevista per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande situati in aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, che dunque restano aperti.

Restano però consentiti il servizio di delivery, sempre senza limite di orario, e l’asporto, sia di cibi sia di bevande (anche alcolici e superalcolici), fino alle ore 22, sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. L'asporto è permesso esclusivamente fino alle 18 per le attività con codice Ateco 56.3. ovvero bar ed esercizi simili senza cucina.

In tali regioni, è anche vietato ogni spostamento in entrata e uscita, eccetto per motivi di lavoro, salute e emergenze (da giustificare con autocertificazione) o per i soggetti muniti delle certificazioni verdi Covid 19, così come è vietato spostarsi in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, sempre che lo spostamento non sia motivato da esigenze lavorative o casi di necessità. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza e attraversare questi territori nel caso occorra raggiungere regioni non soggette a restrizioni negli spostamenti. Possibile lo spostamento verso altre abitazioni, tra le 5 e le 22 una sola volta al giorno e solo nell'ambito dello stesso comune (sempre con il limite di 4 persone più minori e persone non autosufficienti).

Locali in regioni in fascia rossa

Bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie chiusi anche nelle regioni che rientrano nella fascia rossa, quella al più alto tasso di rischio, nella quale al momento non rientra nessuna regione. Anche per questa fascia le disposizioni restano valide per una durata di 15 giorni.

I locali possono però continuare a lavorare con i servizi di asporto (cibi e bevande, compresi alcolici e superalcolici) fino alle ore 22, orario limitato alle 18 per le attività con codice Ateco 56.3, fermo restando il divieto per i clienti di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale, e di consegna a domicilio, in quest’ultimo caso senza limiti di orario.

Restano invece aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande presenti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. Aperte anche le mense e il catering continuativo su base contrattuale. 

Nelle regioni che rientrano nella fascia rossa, il nuovo provvedimento dispone anche la chiusura dei negozi, a eccezione di alcune categorie, tra le quali alimentari, edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, negozi per bambini e neonati, fiorai, negozi di biancheria, negozi di giocattoli, librerie, cartolerie, negozi di prodotti informatici, articoli sportivi, calzature, ottici, negozi di ferramenta, lavanderie, profumerie, parrucchieri e barbieri e mercati solo alimentari.

In tali regioni, è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita e all’interno dello stesso territorio, eccetto quelli motivati e comprovati per lavoro, salute, o urgenza, sempre da giustificare con il modulo di autocertificazione, e per i soggetti muniti di certificazione verde Covid-19. Ovviamente, è sempre consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.

Locali in regioni in fascia bianca

Nelle regioni in fascia bianca, quelle che presentano uno scenario di rischio estremamente basso, nella quale al momento non rientra nessun territorio, le limitazioni sono ridotte al minimo: restano in vigore solo l’obbligo di indossare la mascherina, di rispettare il distanziamento sociale e l’obbligo di sanificazione. Tutte le attività possono essere aperte, quindi anche bar, ristoranti e pizzerie, ma devono svolgersi sempre secondo gli specifici protocolli di settore. Inoltre, potranno comunque essere adottate, con Dpcm, misure restrittive su determinate attività «particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico».

Dpcm 3 novembre 2020

 

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