Effetti speciali in 45 metri quadri

Live bar –

Succede al Neon di Rimini. Caffetteria con accenti bio di giorno. Location cool la sera, con dj set e live. Merito della dinamicità del titolare

Matteo Botteghi, 37 anni, fondatore e titolare del bar Neon di Rimini, è il classico one man band. Innamorato del suo lavoro, “folgorato sulla via di Damasco” ad appena 22 anni, quando a Dublino si imbatte nel locale dei suoi sogni - apertura 20 ore su 24, contaminazioni culturali di ogni genere - con il Neon oggi è riuscito, anni dopo quella prima illuminazione, a lanciare e consolidare un cult dell’area riminese. Rimini Marina? Neanche per sogno. Siamo sulla strada del passeggio in centro storico, nella città vera, che vive tutto l’anno.

I dettagli che fanno la differenza

Qui sulla pedonalizzata via Garibaldi si affaccia il suo barettino mignon, dove succedono mille cose. Durante il giorno il bar fa della qualità dell’offerta e dei tocchi in più (dal servizio sorridente personalizzato alle torte biologiche) l’arma vincente. La sera il locale, per quanto minuscolo, si trasforma in un covo della musica indipendente. «Volevo creare un locale di nicchia», racconta. Gli orari, per esempio, sono sì lunghi, ma adattati saggiamente al bacino di utenza, cioè quello di un centro storico a vocazione commerciale che si anima solo dalle 9.30. Apertura dunque alle 8.30, con una proposta delle migliori linee di caffè artigianali “14 luglio”. Il cappuccino è il fiore all’occhiello del bar. Le paste sono di una delle pasticcerie migliori della zona. Ma poi ci sono dolci bio fatti in casa che cambiano ogni settimana (muffin, ciambelle, crostate, plumcake), senza burro né chiara d’uovo. La pausa pranzo è curata, pur meno rilevante (qui la gente dei negozi torna a casa a mangiare). Non manca però un primo fatto in casa. Dopo il caffè pomeridiano di chi rientra nei negozi, ecco l’aperitivo. Si punta su Prosecco o metodi classici, oppure su Spritz, Negroni, Americano e cocktail classici come Eyeball e Moscow Mule (tutto fra 4 e 5 euro, “prezzi democratici”). Il vino al calice è di aziende scelte personalmente, romagnole e non (4 euro al calice). Quanto agli stuzzichini, compresi nel prezzo, arrivano perfino le polpettine al sugo della nonna, oppure pere caramellate e gorgonzola, gobbi con la salsiccia, taglierini di salumi.
Precisino precisino, come si nota anche da particolari quali la pulizia estrema del bar, dalle cartoline e riviste rock perfettamente allineate su un banco (quando invece di solito nei bar sono impilate malamente), Botteghi non nasconde che gli inizi furono molto duri: «Capivo che obiettivi, idee e tenacia per metterle in pratica non mi mancavano, erano giuste, ma capivo anche di essere tremendamente inesperto da un punto di vista imprenditoriale. Ero totalmente vergine: per captare e fare propri i delicati equilibri dell’esercizio ci sono voluti mesi e mesi, e diversi errori. Fatto tesoro, ho dovuto imparare a scremare, a ottimizzare, a rinunciare a qualcuna delle mie belle idee. Ho imparato a fare i conti e ad analizzare i costi. E oggi posso dire che finché non stai dietro al banco in prima persona ore e ore al giorno, di questo mestiere non hai ancora capito nulla. Solo giorno dopo giorno riesci a interpretare che cosa passa nella testa del tuo pubblico e impari i trucchi di una buona gestione». Per esempio, gli stuzzichini per gli aperitivi erano molto ricercati ed elaborati. Ora sono sempre non banali e di alta qualità, ma richiedono meno tempo (e quindi manodopera) per la preparazione. Se prima vi erano particolari involtini sempre diversi, fatti a mano uno a uno, oggi si punta magari su pezzetti di formaggi stagionati di pregio.

La macchina organizzativa

Fu dopo questo rodaggio e questo scotto che Botteghi potè mettere in pratica la sua formula, quella che oggi rende un posto di 42 metri quadrati (compreso mobilio e bagno….) un locale da 250-300 persone a sera, con dj set e concerti dal vivo. «E pensare che all’inizio dovevano essere appuntamenti speciali - racconta Matteo Botteghi -. Ora ogni settimana c’è qualcosa di grosso». Per mantenere alto il livello, e fidelizzare il pubblico, tuttavia, bisogna mettere in campo un grande lavoro di programmazione e organizzazione artistica, che per ora viene curata direttamente dall’imprenditore. Gli appuntamenti vanno dal mercoledì al sabato. L’attività di comunicazione è fondata esclusivamente su Facebook e sul passa parola. Al venerdì c’è il dj set fra le 20 e le 22.30, mentre i live con i quali il Neon sfida i migliori rock club sono al sabato o quando è possibile. La formula prevede che l’ingresso sia gratuito nonostante il cachet di certi artisti non sia da poco.

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