Divertimento e business «etici»

Iniziative –

Nel lodigiano, un parroco ha creato un centro dotato di gelateria, pizzeria, ristorante e discoteca. Accanto alla Spiritual room

È l’unica discoteca d’Italia che non si sente penalizzata dalle norme sul divieto di vendere alcolici dopo le 2 del mattino. Perché qui spesso si balla e ci si diverte, ma senza aiutarsi con l’alcol. «Noi puntiamo a un divertimento sano, che vada oltre l’ossessione del bere, del drogarsi o dello scalmanarsi» dice don Emanuele Brusati, parroco a Quartiano, nel Lodigiano, e direttore di Minteressi (minteressi.it).
«In osservanza alle tematiche emerse dai lavori del Giubileo - continua don Brusati - puntiamo a incontrare le persone nei luoghi dove vivono, come la strada, la discoteca, il ristorante». Questo è lo spirito di Minteressi, centro che unisce gelateria, ristorante messicano, birreria trappista, pizzeria e pure la discoteca.
Il centro è iscritto al Silb (Associazione italiana imprese di intrattenimento danzanti e spettacolo, silb.it) e funziona grazie all’attività di circa 50 volontari suddivisi in gruppi (security, tecnici, dj, animatori). Gli unici dipendenti assunti lavorano nelle cucine dei due ristoranti.
La struttura è aperta solo il fine settimana ed è chiusa nel mese di agosto.
«Siamo una comunità cristiana che ha deciso di condividere la notte dei giovani - dice don Brusati - momento affascinante e bello, che riteniamo anche buono se vissuto attraverso un divertimento sano e rispettoso della vita. Non c’interessa spingere le leve di un proibizionismo fine a se stesso: se un ragazzo per divertirsi vuole ubriacarsi o stordirsi ha un malessere che non sarà una proibizione a curare».

La struttura
A Minteressi, circolare come una basilica, accanto all’altare del “sacerdote della notte” (il dj) c’è la Spiritual room, confortevole e insonorizzata dove il sacerdote del giorno accoglie chi ha voglia di fare due chiacchiere. C’è anche un maxischermo dove sono proiettati sms con dedica che si scambiano i frequentatori e tutt’intorno alla sala le immagini della creazione, dal caos alla divisione delle acque fino al pastorale del vescovo.
La programmazione musicale è organizzata in modo che ogni gruppo si senta a suo agio. Il venerdì c’è il ballo liscio, al sabato sera si ballano ritmi latino-americani e la discoteca è per chi ha dai 18 anni in su, mentre i più giovani possono frequentare la gelateria. La domenica pomeriggio in pista scendono gli adolescenti, le casse sparano musica techno e al bar gli alcolici sono vietati.
Ogni mese Minteressi registra circa 5.000 presenze, attirate non solo dai valori religiosi. Il locale risponde a un’esigenza di sicurezza diffusa tra i genitori e gli stessi fruitori delle discoteche. «Al Sindacato dei locali da ballo ripeto sempre che l’economia etica fa cassetto - dice don Brusati - ma bisogna crederci».
Minteressi è pronta ad ampliarsi, cerca nuovi spazi con strutture dove proporre musica all’aperto, e c’è anche un progetto legato a Riccione, nato da un accordo tra gli oratori lombardi e il Consorzio Acquafan Oltremare.
Illustrazione: Sandra Franchino

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