Disoccupati, nuovo target

Work Coffee –

La prima catena di bar che fornisce servizi di sostegno a chi cerca un’occupazione regolare. All’attivo già tre location, da Bergamo a Bologna

Cominciare la giornata con il classico duo cappuccino e brioche, fare una pausa pranzo con un’insalatona biologica e un calice di vino a km 0 oppure prendere un caffè a metà pomeriggio. E intanto parlare con un esperto di lavoro, inserire il proprio curriculum on line, consultare le offerte professionali o navigare gratis sul web. È la formula dei WorkCoffee, un nuovo format che abbina l’offerta tipica di un bar all’italiana con i servizi caratteristici di un’agenzia per il lavoro. Infatti dietro questo progetto c’è il gruppo Cofies, una realtà presente in tutta Italia con società di servizi e di formazione, come Workopp e Cesvip. «Dopo tanti anni di esperienza, abbiamo avvertito la necessità di deistituzionalizzare la ricerca del lavoro, che oggi è spesso frustrante e avvilente - spiega il presidente di WorkCoffee, Stefano Zanaboni -. E così abbiamo messo a punto una formula nuova, che speriamo attiri e motivi i disoccupati, soprattutto quelli giovani».

Un concept originale

La formula fa leva sul ruolo centrale che il bar ha nella vita italiana, e arricchisce quest’esperienza con una serie di servizi incentrati sul mondo del lavoro. Infatti in un WorkCoffee si trova tutto quanto può offrire un’agenzia per il lavoro non interinale: operatori che aiutano nella compilazione dei curriculum e forniscono consulenza personalizzata, postazioni per consultare le possibilità di lavoro sul web e inserire il proprio profilo, una vetrina con tutte le ricerche di lavoro delle imprese del territorio. E poi tutta una serie di eventi, come i momenti di formazione gratuiti (job point) per apprendere come si gestisce un colloquio di lavoro, gli incontri informali con imprenditori ed esperti del settore.

Sei punti vendita entro il 2013
Il primo WorkCoffee è aperto da alcuni mesi a Bergamo, poi sarà la volta di Verona e Bologna. E nel 2013 dovrebbero esserne inagurati altri tre, tra cui uno a Milano. Se concettualmente la formula resta la stessa, ogni locale ha comunque una sua declinazione che risente delle peculiarità locali. Ad esempio, quello di Bergamo è nato accanto a un’agenzia per il lavoro già esistente e si “accontenta” di una superficie di una settantina di mq, mentre il WorkCoffee di Verona sarà più ampio (100 mq) e lo spazio dedicato al bar sarà maggiore, visto che all’agenzia per il lavoro sarà riservato solo un corner.Quel che non cambia è il modello del bar, attrezzato per servire colazioni, pranzi e aperitivi. Sono gli introiti del bar a finanziare il locale, visto che nei WorkCoffee si pagano solo le consumazioni, mentre tutti i servizi che offre l’agenzia per il lavoro sono gratuiti.
«Il WorkCoffee di Bergamo ha richiesto un investimento complessivo di 100.000 euro - spiega Zanaboni - pensiamo di raggiungere il pareggio nel 2013 e di coprire l’ammortamento degli investimenti in tre anni». Il locale è gestito da Cofies, ma per le prossime aperture il gruppo sta analizzando anche l’ipotesi di ricorrere al franchising. «Siamo aperti a diversi tipi di collaborazione - aggiunge Zanaboni -, salvo a concedere il nostro marchio».

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