Cresce l’attenzione per mamme e bambini

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Si moltiplicano le iniziative volte a creare una rete di locali che si attrezzano per accogliere chi allatta o danno vita a servizi pensati per le famiglie

Anche il mondo dei pubblici esercizi italiani sembra essersi accorto che esistono anche i bambini, e le mamme, e i papà. Sembra un'ovvietà ma non lo è affatto: chi si è trovato a dover cambiare il pannolino a un neonato o a dover assicurare la fatidica poppata al bebè mentre passeggiava in città, spesso si è trovato al centro di un'avventura degna di un film d'azione. Ma ora le cose stanno cambiando. Siamo ancora agli inizi ma i segnali sono tanti e vanno tutti nella stessa direzione: quella di una maggiore attenzione alle esigenze delle famiglie. Si comincia dal Piemonte, dove è ufficialmente partito il progetto “Amico di famiglia”, avviato per sensibilizzare gli operatori turistici e gli esercenti pubblici affinché si dotino di semplici attrezzature in grado di soddisfare le più diffuse esigenze di chi si sposta con i bambini. Sono 30mila gli esercizi pubblici (bar, ristoranti, alberghi) e agriturismi delle otto province piemontesi che hanno ricevuto per posta un kit con la vetrofania a colori del logo del progetto e i sei bollini che indicano i servizi offerti nel locale: ossia, servizi igienici dotati di fasciatoio, lettini, scaldabiberon, menu bimbi, area giochi o seggiolone. «Sappiamo che sono servizi che gli stranieri si aspettano e gli italiani sperano di trovare - spiega Maria Agnese Vercellotti Moffa, presidente della Consulta femminile regionale del Piemonte, ideatrice del progetto -. Questo è un modo concreto per rendere più efficace e moderna la cultura dell'accoglienza, 'certificando' con delle simpatiche icone un importante elemento di distinzione e di qualità dei locali pubblici nei confronti delle famiglie».

Libere di allattare

Sempre a Torino è stata lanciata, qualche mese fa, un'altra iniziativa: un “bollino” che identifichi bar, ristoranti e negozi dove le mamme che devono allattare i loro piccoli sono le benvenute.
A Milano, invece, l'Asl di Milano e l'Unicef hanno lanciato di recente l'operazione «Baby Pit Stop», una rete di luoghi (locali, ma anche farmacie, negozi ecc.) attrezzati con spazi ad hoc dedicati alle mamme che devono allattare o cambiare il loro bimbo. Le aree devono avere tre requisiti: privacy, pulizia e riservatezza. Ma non ci sono solo i bebè. Alle esigenze dei genitori con figli hanno pensato altri progetti avviati in varie parti d'Italia.
A Milano il sito Radiomamma ha lanciato l'operazione “Io sono Family Friendly”: i gestori di locali che ritengono di offrire servizi adeguati ai bisogni delle famiglie possono richiedere l'apposito bollino. Sono gli utenti del sito a votare e giudicare le candidature. Chi viene insignito del bollino, lo può esporre in vetrina e usare nei materiali di comunicazione. Tra gli oltre venti bar e ristoranti che l'hanno ottenuto ci sono i Domino Café, in Brianza, che in occasione del brunch domenicale si trasformano in un piccolo paradiso a misura di mini-clienti, e la Gelateria Lulù di Milano, che propone mini coni e bavette usa e getta per i bambini.
A Pisa è stato avviato da un paio di anni il progetto “Io Sto Bene Qui: Ristoranti Amici dei Bambini e delle Bambine”, mentre a Lucca la Confesercenti ha cominciato a costruire un network di strutture (dai caffè ai b&b, alle attività ricreative) che forniscono particolari servizi e opportunità alle famiglie in viaggio.
Crescono anche le iniziative locali per offrire alle famiglie agevolazioni sugli acquisti: il comune di Castellanza (Va) ha creato una card gratuita, per le famiglie residenti, che offre sconti in un circuito di esercizi commerciali locali, mentre a Milano l'Epam ha sensibilizzato gli associati a creare opportunità su misura, come menu gratuiti per i bambini sotto i 12 anni o sconti per i nuclei familiari.

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