Con quali criteri si valuta la tollerabilità dei rumori dei locali

Il criterio dominante della giurisprudenza è quello comparativo

Nell'ambito di giudizi sulla tutela della proprietà in senso stretto ex. art. 844 c.c., ovvero di tutela del diritto alla salute, la giurisprudenza predominante ritiene che, ai fini della valutazione del limite di tollerabilità delle immissioni acustiche, il criterio da utilizzare sia quello comparativo, "...consistente nel confrontare il livello medio del rumore di fondo senza disturbi provenienti da altre fonti, con quello del rumore risultante dalle immissioni, e nel ritenere superato il limite della normale tollerabilità nel caso in cui i rumori abbiano intensità di oltre 3 decibel superiore al livello sonoro del fondo determinato come sopra" (Così Trib. Monza, 29 settembre 2003).

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