Con ospiti eccellenti e idee stravaganti il baretto si fa grande

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Nato per il pranzo, grazie a serate con barman special guest e per “vecchi” collezionisti di figurine dei calciatori, diventa punto di ritrovo per l’aperitivo. Succede al Baribaldi di Genova

Si trova in una via monumentale di Genova, con palazzi costruiti tra il '500 e il '600 che l'Unesco ha deciso nel 2006 di dichiarare Patrimonio dell'Umanità. La via è dedicata a Garibaldi e il bar si chiama ironicamente Baribaldi. Aperto a dicembre del 2008 per volere di quattro soci nei locali che prima erano occupati da un bar vecchio e con poco carattere, in pochi mesi ha già fatto il botto.
All'ingresso scopriamo un ambiente mignon, ma curato: sui muri è dipinta una tappezzeria rossa, sulla parete di fondo una finta libreria, le lampade hanno paralumi che fanno pensare più al salottino di un club che a un bar.
«Il taglio del Baribaldi è puntare sulla qualità», spiega Luca Timossi, il responsabile che guida una piccola squadra affiatata.
A lui fa eco l'altro titolare, Matteo Olivieri: «Cerchiamo di fare le cose con cura. A cominciare dalla selezione del personale. La responsabile della tavola fredda, Claudia Serafini, ha lavorato in diversi locali del centro storico e i suoi tramezzini sono stati segnalati sulla guida del Gambero Rosso 2008».

L'aperitivo per distinguersi

«Non credevamo che si potesse fare bene anche con gli aperitivi - spiega Enrico Spechel, un altro socio -: via Garibaldi è difficilmente raggiungibile in scooter, impossibile in macchina. Ma puntando sulla qualità il Baribaldi è diventato un piccolo punto di riferimento nella zona per chi vuole bersi un bicchiere prima di proseguire la serata in uno dei tre o quattro buoni ristorantini vicini. Abbiamo in lista 6 vini rossi e 4 bianchi (tutti a bicchiere), solo una birra alla spina, 5 piatti nel menu del giorno». Per gli stuzzichini si propongono abbinamenti originali, come feta greca e frutta fresca, e poi torte salate, pinzimonio e i famosi tramezzini». L'orario del locale è 7-21, ma si arriva spesso a chiudere alle 21.30. Senza considerale però le serate-evento.
«Una sera - racconta Spechel - da “vecchi” collezionisti di figurine Panini quali siamo, pensiamo: vediamoci al bar con chi fa la raccolta e scambiamo le figurine doppie. Con solo una settimana di preavviso abbiamo radunato 70 persone al bar: era un martedì e quella era la cosa da fare, quella sera a Genova. Così sono venuti tutti». Ci hanno preso gusto e dopo questa iniziativa hanno deciso di organizzare un'altra serata speciale. Ospite d'onore Tony Micelotta, noto come il Duca dei Martini, oggi bar manager del Bentley Hotel di Genova.

Il Duca del Martini dietro al banco
dietro il banco
«Lui preparava Martini Cocktail e 60 invitati hanno pagato 20 euro per un open bar davvero speciale. Per l'occasione abbiamo ordinato gli spirit premium con cui Micelotta ama lavorare: gin Hendrick's e vodka Potocki. Alle nostre solite tartine, abbiamo aggiunto quelle proposte da Tony a base di pesce, prevalentemente salmone. Lo scopo non era di ricavare un profitto dalla serata, ma di fare promozione, andando in pari. Così è stato, gli invitati erano entusiasti. Ci è parso subito chiaro che la formula funziona bene, ma che per tenere alto l'interesse e non svalutare le nostre iniziative dobbiamo dosarle nel tempo. Ripeteremo l'esperienza con una serata dedicata allo Champagne (cantina Chassenay d'Arce), dove Tony preparerà i cocktail e noi serviremo lo Champagne al bicchiere. Anche qui solo per promozione, prezzo 10 euro per una consumazione. Per il futuro abbiamo altre idee, tipo la serata Negroni-ricetta originale, una sorta di serata divulgativa dedicata al classico aperitivo italiano».

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