Cocktail color rosso sangue

Ricette –

Omaggio a Gabriele d’Annunzio per il battesimo del liquore Sangue Morlacco, si è tenuta al Vittoriale la prima edizione del relativo Cocktail Letterario

Mixability e cultura, un binomio insolito che l’azienda Luxardo ha voluto coniugare organizzando la prima edizione del concorso Cocktail Letterario dedicato al liquore Sangue Morlacco e al “padrino” Gabriele d’Annunzio, di cui ricorre quest’anno il 150° anniversario della nascita. Compagno d’armi durante l’impresa irredentistica di Fiume (Istria, 1919), l’allora titolare Pietro Luxardo aveva visto ribattezzato dall’immaginifico poeta con il nome “Sangue Morlacco” il proprio Cherry Liqueur fabbricato nella città adriatica di Zara. Il cambio di nome intendeva essere un omaggio ai fieri pastori-guerrieri della Dalmazia e un’irridente canzonatura di certa stampa inglese che avversava l’impresa dei legionari italiani: “Sangue Morlacco, l’unico che facciamo scorrere nelle nostre gole!”. Con il patrocinio della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani (presieduta da Giordano Bruno Guerri), l’evento si è tenuto nella fastosa dimora di nove ettari ricca di edifici, giardini e memorabilia che Gabriele d’Annunzio ha creato per celebrare le proprie imprese.
Su oltre 200 ricette inviate, una giuria professionale ha selezionato 35 proposte, il cui ingrediente di base era 1,5 cl di Sangue Morlacco Luxardo. Gli autori sono stati così invitati a realizzare le proprie creazioni sul palco del Teatro Auditorio del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (Bs). Ogni ricetta doveva essere ispirata o collegata a un’opera o a un brano letterario di Gabriele d’Annunzio. Capace di duecento posti circa, il teatro si caratterizza per il biplano Sva 10 appeso alla volta della platea, con il quale il Poeta-Soldato realizzò nel 1918 il volo propagandistico su Vienna. A presentare i lavori è stato il dinamico presentatore-barman Andrea Casta.

Creatività e fantasia nelle ricette

Abbiamo chiesto al “gustosofo” Michele Di Carlo, tra i selezionatori del concorso, un parere sulle ricette inviate. «Pochissime sono state le proposte banali, mentre c’è stata una particolare ricerca per legare il personaggio storico e le sue opere con il liquore Sangue Morlacco. Evidentemente il tema ha sollecitato la fantasia dei bartender. Oltre che ricerca di armonia ed equilibrio degli ingredienti, i concorrenti hanno curato preparazione e presentazione dei cocktail, creando a volte vere e proprie opere artistiche. Il risultato è la classifica “cortissima” dei primi dieci».
Ad affermarsi è stata la ventiquattrenne barmaid Aibes Francesca Mannis, a cui è stato conferito in premio un viaggio con week-end per due persone a Vienna. Titolare del vivace locale Sunrice Cocktail Bar di Falerna Marina (Cz) sulla strada litoranea SS18, non lontano da Lamezia Terme, Francesca Mannis, nonostante la giovane età, ha già avuto modo di farsi notare, vincendo quest’anno il concorso regionale Aibes della Calabria, mentre l’anno scorso si è “piazzata” al secondo posto del Lady Drink Cocktail Competition a Riccione, categoria Chambord.
A parte la grazia nei movimenti di lavoro, tutto il pubblico non ha potuto fare a meno di notare l’elegante tailleur color verde acqua, con tanto di cappello di paglia a larga tesa, tenuto per tutto il tempo dell’esibizione sulla folta chioma rossa. Un distinto e chiaro omaggio alla moda femminile degli Anni Venti-Trenta. Abbiamo chiesto alla vincitrice Francesca Mannis alcuni chiarimenti sulla sua proposta.
«Nella creazione de Il Nettare delle Muse mi sono ispirata a un prodotto calabrese, i panicilli, prodotti tipici della Riviera dei Cedri di Cosenza, fagottini di uva passa avvolti in foglie di cedro con le relative scorzette. A quanto pare, sono stati molto apprezzati da Gabriele d’Annunzio che li ha infatti descritti nel lungo racconto “La Leda senza cigno” pubblicato nel 1913 sul “Corriere della Sera”, ispirato a un personaggio mitologico, sulla vita e le delusioni di una giovane donna. Per questo motivo ancor oggi in Calabria sono ricordati come “Panicilli di d’Annunzio”. In questo modo sono riuscita a ridare notorietà a una tipicità della mia terra ricordata in un’opera del grande poeta di Pescara. Per le decorazioni ho scelto profumi e sapori calabri, dal fico secco al cedro candito, all’arancia. Ciò non solo per conferire un gusto unico alla ricetta, ma anche per valorizzare i nostri eccellenti frutti, spesso utilizzati in varie produzioni gastronomiche».

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