Carta d’identità dolce, una tutela per i clienti

Attività –

Le pasticcerie di padova certificano volontariamente i prodotti del laboratorio. Un esempio per il settore

Facile da gestire per il professionista e rassicurante per il consumatore. Stiamo parlando della carta d'identità dolce che da qualche mese viene consegnata ai clienti che acquistano torte e dessert nelle pasticcerie padovane. L'iniziativa, nata da un'idea dei pasticceri aderenti all'Appe, l'Associazione Provinciale Pubblici Esercizi, «è stata pensata per soddisfare una precisa esigenza di alcuni clienti - spiega Federica Luni, vicepresidente Appe e portavoce dei pasticceri padovani -. La carta viene consegnata a coloro che acquistano un dessert per poi portarlo in una scuola, in un asilo o in un ristorante per festeggiare un compleanno o una ricorrenza ovvero in quei luoghi che non accettano dessert “casalinghi” per la macanza di garanzie igieniche, di sicurezza alimentare o ingredientistica, di scadenza del prodotto. E per noi pasticceri questo può rappresentare una perdita di incassi. Con la carta d'identità tali problemi vengono superati perché in essa sono riportate tutte le informazioni richieste».
Nella carta messa a punto dall'Appe vengono infatti riportate una serie di informazioni sulle caratteristiche igieniche e produttive e, soprattutto, vengono specificate le regole per la conservazione e il consumo. Pinzata direttamente sull'incarto a garanzia di chi acquista il dolce e di chi lo andrà a consumare, la carta d'identità è facilmente gestibile dal pasticcere. Poche le voci da compilare per esteso, più alcune caselle da barrare a seconda delle informazioni da trasmettere. Pochi secondi che non gravano sul lavoro quotidiano, ma che danno il grande vantaggio di trasmettere al cliente tutta la cura e l'attenzione che il professionista dedica ai propri prodotti.
La carta sta ora per essere proposta alla Fipe dal presidente dell'Appe, Erminio Alajmo, con lo scopo di trasformarla in uno strumento di lavoro a livello nazionale.

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