Caffè Milani festeggia 80 anni con un nuovo sito e un’esposizione sul mondo della bevanda

Caffè Milani compie quest’anno 80 anni di attività. Una ricorrenza speciale che la torrefazione comasca ha celebrato con il taglio del nastro della sua nuova sede e inaugurando l’Esposizione Caffè Milani, uno spazio esperienziale dedicato alla formazione e alla diffusione della cultura del caffè, che permette di ripercorrere l’intero viaggio dal chicco alla tazzina, realizzato all’interno del nuovo sito.

Una storia, quella della torrefazione, che ha sempre avuto un forte legame con il mondo bar. L’avventura prende infatti il via nel 1937, quando Celestino Milani, che tre anni prima ha aperto un bar nel cuore di Como, cede l’attività per rilevare l’unica torrefazione della zona, portandovi tutta l’esperienza accumulata dietro il bancone. Per i suoi ex colleghi baristi comincia a selezionare e a importare direttamente da Brasile, Centro America, Etipia e Kenya caffè arabica con l’obiettivo di creare una miscela per un espresso dal profilo perfetto, la Milani Bar. A raccoglierne il testimone è il figlio Pierluigi (nella foto sotto), attualmente a capo dell’azienda, che prosegue sulla via della ricerca orientata alla massima qualità, ampliando la gamma di referenze della casa con scelte innovative che in molti casi anticipano le tendenze. Come il lancio, alla fine degli anni Novanta, della linea Puro, che ne fanno la prima torrefazione a proporre i caffè monorigine.

Gamma di referenze costantemente ampliatasi nel corso degli anni, che ha tra i prodotti di punta per il mondo bar gioielli come Gran Espresso e l’ultima nata Action Espresso Bio. La prima, una miscela (in grani disponibile in latta da 3 kg) di pregiati caffè provenienti da Etiopia, Kenya, India, Brasile e Centro America, che si distingue in tazza per la fine tessitura, l’elevata intensità olfattiva, il buon corpo, dall’aroma dolce e aromatico e dal gusto cioccolatoso, con note di fiori e frutta secca accompagnati da una fine acidità. La seconda, medaglia d’oro all’International coffee tasting 2016, è invece una miscela (in grani disponibile in latta da 1 kg) di caffè 100% arabica provenienti da Brasile, Etiopia, Indonesia e Perù, coltivati senza utilizzo di prodotti chimici e pesticidi, che si caratterizza per l’ottima tessitura della crema, l’intensità olfattiva, il corpo medio, e per un gusto dall’amarezza contenuta e dalla spiccata acidità, complessa e gradevole, con un piacevole, quanto insolito, retrogusto di tabacco.

Tra tradizione e innovazione

In questo percorso tutto all’insegna di un forte connubio tra innovazione e tradizione si inserisce la nuova sede, realizzata non a caso a partire dallo storico sito di Lipomo, alle porte di Como, dove la torrefazione ha trasferito le sue attività a partire dal 1970. Il progetto, ideato dallo Studio Castiglioni & Nardi, ha previsto l’ampliamento del fabbricato originario, che comprende l’area uffici, la parte tostatura, il reparto confezionamento e le due torri per lo stoccaggio del caffè verde e tostato che sono state innalzate per ospitare nuove tecnologie produttive, con un nuovo corpo destinato al magazzino per il prodotto finito, i nuovi reparti confezionamento e l’area per la logistica, realizzato nell’area adiacente in precedenza occupata da una tipografia, i cui fabbricati sono stati interamente demoliti. A questo si aggiunge un altro corpo di due piani, che ospita le centrali tecniche e il pellicolatore, e un fabbricato di quattro livelli, interamente vetrato, e dedicato alla comunicazione della storia del caffè.

Il museo che racconta il mondo del caffè

In quest’ultimo fabbricato, con copertura vetrata solare selettiva integrata da moduli fotovoltaici, si trovano una serra per la coltura e la conoscenza della pianta (piante di arabica), la sala a forma di anfiteatro per le attività di formazione e l’Esposizione Caffè Milani, che attraverso il progetto di sceneggiature museale realizzato dal graphic designer Paolo Zanzi, propone un viaggio a 360° nel mondo del caffè. Un viaggio che inizia dal chicco, con i sacchi con il caffè verde che si può anche toccare, e prosegue, attraverso l’esposizione di oggetti e attrezzature e immagini, con i vari passaggi e momenti della lavorazione, per arrivare alle attrezzature per la trasformazione, con una ricchissima collezione di macchine per l’estrazione del caffè a casa (divise per metodo di estrazione) e professionali: una collezione ricchissima, tra le prime tre al mondo, e che contempla diverse chicche e pezzi ormai unici, per finire con la vetrina con più di 700 tazzine di torrefazioni (la collezione ne comprende circa 6000). Un percorso che non trascura le vere protagoniste del caffè, le donne, alle quali è dedicato un apposito spazio, dove si possono ammirare i vestiti tipici del Guatemala e immagini che mostrano la cura nella raccolta e selezione delle drupe mature e poi dei chicchi verdi.

Tutti i nuovi edifici sono stati costruiti utilizzando strutture in metallo leggere e flessibili, con sinuose coperture di diverse tipologie che creano un gioco di alternanze e contrasti che conferiscono all’insieme una grande ricchezza espressiva. A dare il benvenuto al sito è la “spirale degli aromi, un totem segnaletico (13 metri di altezza per un peso di 10 tonnellate realizzato in corten) che con due loghi contrapposti Caffè Milani, che allude all’effluvio di profumi che proviene dalla torrefazione dei chicchi e si diffonde dalla tazzina dell’espresso.

L’esposizione Caffè Milani è visitabile ogni primo e terzo venerdì del mese, prenotandosi tramite il sito www.caffemilani.it/esposizione-milani oppure telefonando allo 031 280778.

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