L’Atla di New York: il messicano come non te l’aspetti

Atla

Per anni il ristorante doveva essere tipico (e anche etnico): la trattoria emiliana, la pizzeria verace, il giapponese autentico, la gelateria artigianale. C’è stato un periodo in cui l’autenticità era un dogma rappresentato dall’originalità/provenienza e iconicità dei prodotti: i menu sono ancora percorsi da descrizioni sull’origine delle mozzarelle, delle uova, del sale.
In un periodo di mezzo è emersa la tendenza fusion, ma solo il termine metteva ansia e faceva confusione. Poi con l’evolversi della città come fulcro delle tendenze food è emersa una modernità fatta di contaminazioni, azzardi, ingredienti esotici. New York ne è il centro e il termine “american” ha iniziato a contaminare l’originalità della cucina italiana, di quella giapponese, messicana, nigeriana. “Italian american”, “nigerian american”: ricette tradizionali reinterpretate con ingredienti urbani, presentate in modo diverso dall’usuale, ma sempre collegate all’originale. Più semplici e belle a vedersi, fotografabili e accessibili a tutti e dunque dal fatturato potenziale maggiore.

Il fast casual di Atla

Atla ne è un bell’esempio: è il locale fast casual di New York di Enrique Olvera, chef del Pujol di Città del Messico, dodicesimo nella classifica The World’s 50 Best Restaurants, e di Daniela Soto-Innes, migliore chef donna del 2019 sempre per 50 Best, già soci nel Cosme.
Il nuovo locale, ai primi posti in gran parte delle classifiche del gradimento dei clienti, incarna il nuovo spirito della ristorazione di New York: semplicità, freschezza e innovazione. In teoria è un ristorante messicano o, per meglio dire, un “mexican american”, ovvero una reinterpretazione della cucina messicana secondo i canoni della modernità, canoni che arrivano anche all’interior design del locale. Quindi dimenticate la cantina, il chili e le pietanze piccanti, i sombreri alle pareti. E pensate invece a un esercizio ancora più difficile: oltre il design e le ricette, l’esperienza di Atla è totalmente all day long: colazione, brunch domenicale, pranzo, snack, aperitivo e cena. Un locale che si adatta nell’offerta alle esigenze delle persone durante la giornata, senza perdere l’identità. La zona aiuta: Atla si affaccia anche con un dehors su Lafayette Street in piena Noho (North of Houston Street), uno dei quartieri più trendy di New York.

Convivialità allo stato puro

Quando arrivi da Atla ti colpisce la sua semplicità, la pulizia del linguaggio e l’atmosfera rilassata che contrastano con la qualità e notorietà del locale. Ti aspetti i fuochi di artificio e invece ti sembra di entrare nell’atmosfera del bar di paese, convivialità allo stato puro. È questa la chiave vincente di Atla: mettere a proprio agio il cliente concentrandosi sull’offerta. Poi ti guardi intorno e scopri l’intero cast della serie Modern Family che pranza in tranquillità. Il locale è contraddistinto da grandi vetrate su strada che danno visibilità, sul fondo un banco in pietra, pareti e infissi di colore grigio. Sul fondo, un’illustrazione di Rachel Levit Riutz che ha curato tutta l’immagine del locale.

Dalla colazione alla cena

Il servizio rispetta il locale, semplice e amichevole e con una connotazione messicana. Da Atla esistono 4 menu: quello della settimana, quello del week end, quello delle bevande e quello dei cocktail. Forse il prodotto più unico e sorprendente, che ti rimane nel cuore perché torni bambino, è Agua fresca, una selezione di acqua con orzata (l’orzata italiana), allo yuzu e tamarindo, all’ananas e alla cannella, tutte a 6 $. Il caffè è con leche (4 $), la cioccolata calda messicana (4 $), il tè freddo (3 $) è l’affumicato Lapsang Souchong. Per la prima colazione, servita però fino alle 13, i piatti più golosi sono lo yogurt al cocco con mirtilli (15 $), il toast al formaggio di capra e guacamole (16 $) e le uova strapazzate alla messicana (15 $) tutti serviti con l’opzione di tortillas calde (4 €). A pranzo e cena invece gran parte dei piatti sono da condividere e sono serviti con una base di tortilla o tortilla calde a parte: Salmerino con formaggio fresco (16 $), ceviche di aragosta (30 $), taco del pastor con formaggio e cavolo bbq (16 €), fish milanese (impanato, 24 $). Il dolce è un altro tuffo nel passato: churros caldi (ma fatti a ciambella) da inzuppare nella cioccolata calda speziata messicana. Ampia carta di vini, mezcal (divisi per regione) e Tequila e relativi cocktails. Birre messicane (ma niente Corona).

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