Barawards, che vinca il migliore!

Alzi la mano chi non conserva almeno una targa o un attestato conferito da Bargiornale. In bella mostra sulla parete o dietro il banco, conservato a mo’ di cimelio. Già, perché in trentasette anni di storia ne abbiamo elargiti di premi. Abbiamo tenuto a battesimo locali oggi ancora al top, abbiamo scovato talenti, apprezzati e riconosciuti in tutto il mondo.
Barawards, il nuovo premio promosso da Bargiornale, Ristoranti e Hotelier International.com Italia, s’inserisce in questa tradizione con l’ambizione di diventare vetrina delle eccellenze del mondo fuori casa. Perché abbiamo voluto coinvolgere tutti: quelli di destra e di sinistra. Avanguardisti e conservatori. Nel panel dei 100 esperti chiamati a selezionare i migliori locali di Italia ci sono finiti imprenditori, manager, professionisti, consulenti, blogger, critici gastronomici.
In collaborazione con TradeLab abbiamo propinato ai nostri 100 un sondaggio per individuare i criteri che definiscono l’eccellenza nel mondo bar, quali i principali errori e gli scenari futuribili. Ora i giochi sono fatti.
Dal 15 settembre potrete votare il locale che a vostro giudizio merita l’appellativo di “Bar dell’Anno”. Vi chiediamo di partecipare numerosi e di fare un po’ di sano passaparola.
A chi è già nella rosa dei candidati al titolo vanno i nostri complimenti, a tutti gli altri l’invito a non gettare la spugna, perché l’anno prossimo potrebbe toccare a voi, Ma forse è anche tempo di iniziare a farsi delle domande per migliorarsi. Perché stiamo vivendo una profonda evoluzione e trasformazione. Un’evoluzione che chiede innovazione sia sotto il profilo dei concept sia sotto quello delle competenze specializzate in rapporto al mercato, agli stili di vita e alle mutate abitudini di consumo.
Non a caso nelle pagine di Bargiornale di questo mese vi riportiamo le testimonianze di chi ha saputo rinnovarsi. Imprenditori lungimiranti che hanno colto i segnali deboli e ribaltato le proprie convinzioni, come Tim Wendelboe, protagonista della nostra copertina, campione mondiale baristi nel 2004 e World Cup Tasting Championship l’anno successivo, che dal 2007 ha deciso di mettersi in proprio. Attualmente gestisce un locale a Oslo che è, allo stesso tempo, anche un training center e una microtorrefazione (vedi l’intervista tratta da Hotelier International.com-Italia). La chiave del successo come sempre è la passione, la ricerca, la formazione. Non stancheremo mai di ripeterlo.

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