Alaxia, birra a tutto pasto

progetto Flavio Esposito

Ispirata a un personaggio di una leggenda medievale e firmata dal barchef Flavio Esposito, per i suoi intensi toni dolci e agrumati, la weiss Alaxia si presenta come un’ideale bevanda di accompagnamento per la ristorazione.

Probabilmente è il primo progetto di birra nato espressamente per accompagnare la ristorazione. Birra di frumento tipo weiss, Alaxia infatti nasce da un’idea (e conseguente progetto) del barchef Flavio Esposito, esperto in abbinamenti food&drink experience, in collaborazione con il mastro birraio Daniele Cosenza di Birrificio Civale di Spinetta Marengo (Alessandria). Le decise note agrumate sono conferite dai luppoli americani Cascade e Citra, che si aggiungono ai toni morbidi e caldi di frutta matura del malto d’orzo e di frumento piemontese (con un tocco di riso). La presentazione di Alaxia è avvenuta al Bistrot Boutique 12 di Milano (Porta Venezia) di cui Flavio Esposito è gestore. «Grazie alla mia esperienza internazionale maturata nel settore della ristorazione - precisa Flavio Esposito - ho deciso di intraprendere questa nuova iniziativa che risponde a una precisa esigenza del mercato, quella del miglior abbinamento birra&food. In questa birra ho voluto coniugare due aspetti, quello tedesco della tipologia (weiss) e del nome (Alaxia) con quello mediterraneo, o meglio napoletano delle mie origini, dell’intenso gusto agrumato». Ad accompagnare la degustazione di Alaxia sono state servite alcune proposte in scodelline come Ceasar’s Salade 2.2 con salsa honey mostard stemperata con weiss, croccante di verdure e formaggio saltato con weiss, risottino ai funghi aromatizzato al coriandolo e melagrana sfumato con weiss.

Di colore biondo acceso, schiuma compatta e cremosa, all’assaggio Alaxia risulta di buon corpo, con una leggera nota di amaro, complessivamente di grande freschezza e dolcezza, con una gradazione di 5,5° alcolici. Il suo nome riprende un personaggio romantico di una leggenda del territorio alessandrino legata alla figura di Alasia (o Alaxia) figlia dell’imperatore germanico Ottone I° (siamo a cavallo dell’anno Mille) che si era innamorata del giovane cavaliere Aleramo con cui fuggì. Rintracciati dopo qualche tempo dalle truppe imperiali, furono perdonati dall’augusto genitore e, anzi, al giovane Aleramo fu conferito il Marchesato del Monferrato in riconoscimento del suo coraggio di cavaliere. Interpretati in chiave simbolica dall’artista Gianni Baretta, in etichetta sono rappresentati diversi elementi che si rifanno alla leggenda medievale (birrificiocivale.it).

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