Aqua Shard, a Londra i punch si fanno tra le nuvole

L'Aqua Restaurant Group vanta una collezione di 23 locali tra Pechino, Hong Kong e Londra, caratterizzati da design ricercati ed eleganti, eccellenza nell’offerta e cordialità nel servizio.

Il bancone centrale di Aqua Shard da cui si vede uno spettacolare panorama di Londra.

Al trentunesimo piano del magnifico shard disegnato dall'archistar Renzo Piano sorge Aqua Shard, cocktail bar unico dove il barmanager internazionale Luca Missaglia passa con disinvoltura dai classici britannici ai drink originali.

Se vi è una magia su questo pianeta, è contenuta nell’acqua. Così scriveva l’antropologo Loren Eiseley Preziosa, brillante, pura. È all’acqua che si è ispirato l’avvocato singaporiano David Yeo quando, nel 2000, ha aperto una canteen da 60 coperti in un angolo di Hollywood Road ad Hong Kong.
Sono trascorsi diciassette anni e l’Aqua Restaurant Group, il cui motto “where there is water there is life” viene suggerito tra le curve del logo (una croce ansata, omaggio alla vita e ispirato alla mitologia egiziana), vanta una collezione di 23 local tra Pechino, Hong Kong e Londra, caratterizzati da design ricercati ed eleganti, eccellenza nell’offerta e cordialità nel servizio.
Per la capitale inglese, Yeo ha scelto il 31esimo piano dello Shard (“scheggia”), ambizioso progetto dell’archistar Renzo Piano inaugurato nel 2012 a sud di London Bridge, ispirato alle guglie delle chiese londinesi e agli alberi dei vascelli veneziani dipinti dal Canaletto del XVIII secolo. La struttura pinnacolare della vertical city, come viene chiamato il grattacielo, emergendo dal Tamigi in tutta la sua trasparenza e luminosità, è la perfetta dimora dell’Aqua, che ha aperto i battenti nell’estate 2013. Dall’alba al tramonto, offre ai suoi ospiti la bellezza cangiante dell’orizzonte inglese, su cui si disegnano i profili del Palazzo di Westminster, della cattedrale di St. Paul e dei grattacieli della City. Il bar, incorniciato da vetrate di tre piani, offre un ampio cocktail menu stagionale creato dal bar manager Luca Missaglia, giovane talento della miscelazione, convinto che sia la semplicità a garantire l’effetto memorabile di un drink. Affianca il bar un ristorante da 220 coperti dallo stile contemporaneo e sofisticato, adornato da influenze British (particolarmente accentuati i riferimenti ai rituali del gin e del tè), in cui tessuti Liberty accendono delicatamente le note scure del pavimento di legno di quercia.

Stile british per l’english milk punch
Tra i fiori all’occhiello del locale la lista dei drink che racchiude ed esprime a fondo il talento vivace e intraprendente di Missaglia: cocktail classici della tradizione britannica si combinano con disinvoltura a originali creazioni, dando vita a sapori unici, adatti al gusto moderno degli amanti del buon bere. Tra le novità spicca un omaggio a un antenato: l’English Milk Punch. Per realizzarlo usa una tecnica di chiarificazione del punch con bagno di latte. La ricetta richiede una preparazione di oltre 24 ore, in cui il miscelato viene filtrato cinque volte prima di essere servito, e raggiunge il suo equilibrio nella miscela di Zacapa 23 rum, Hennessy fine de Cognac, Mount Gay rum, Bacardì Superior Rum Blanco, il liquore indonesiano Arrack, Bulleit Bourbon, assenzio, agrumi, bitter, tè verde Sencha, sciroppo speziato di ananas e, appunto, latte chiarificato. Audaci le interpretazioni moderne di classici della tradizione, tra cui il Russian Truffle, un intenso twist dell’Espresso Martini, in cui Vodka Ketel One, liquore al caffè e Amaro CioCiaro, amalgamati e guarniti da una spuma di albume d’uovo infusa con vaniglia e tartufo, danno vita a un’esperienza sensoriale che unisce gusto e aroma alla fragranza della noce moscata. Originale il Quintessential Drop, interpretazione del Negroni che, con il suo connubio tra Cynar, assenzio, Campari e whisky Johnnie Walker Blue Label, aggiunge piacevoli note saporite a una ricetta generalmente associata al contrasto dolce-amaro. Alcune miscele subiscono l’influenza di cocktail cult come il White Lady e The Avenue, mentre il Royal Bermuda Yacht Club si ispira all’esercito britannico che, durante la prima spedizione alle Bermuda, creò un drink con i pochi ingredienti a disposizione.
Aqua, con il delizioso e delicatamente agrumato Bergamotto & Cedro Sour, è stato uno dei primi bar a Londra a inserire nel proprio menu Italicus, il nuovissimo rosolio di bergamotto vincitore del Premio Innovazione Bargiornale 2016. Tra i preferiti di chi scrive, il Pear & Cheese Martini, in cui la dolcezza della pera viene bilanciata dal gusto deciso della vodka Ketel One infusa con formaggio.
L’ultima impresa di Luca Missaglia, altro giovane bartender che tiene alta la nostra bandiera a Londra, lo vede impegnato questo inverno nel racconto dell’enigmatica storia del punch, dalle prime apparizioni sulle navi della Compagnia delle Indie, fino alla casa di Charles Dickens, attraverso una selezione di quattro cocktail (tra cui Bolleponge Vol. II, che celebra i sapori delle spiagge dei Caraibi).

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