Food pairing protagonista al Prime Uve Invitational Barbecue Championship

Ospiti della Distilleria Bonaventura Maschio, il team olandese Pure BBQ ha vinto la categoria Foodpairing del Prime Uve Invitational Barbecue Championship.

Il team olandese Pure BBQ vincitore della categoria Foodpairing

La squadra olandese Pure BBQ si è aggiudicata la categoria Foodpairing (abbinamento tra un piatto cotto al barbecue e un cocktail realizzato con i distillati d'uva Prime Uve Bianche, Nere od Oro) alla quarta edizione di Prime Uve Invitational Barbecue Championship, prestigioso campionato europeo dedicato al barbecue americano, ospitato dalla Distilleria Bonaventura Maschio di Gaiarine (Treviso).

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    Un evento prestigioso che si svolge interamente sotto l’occhio attento della Kansas City Barbecue Society (la grande società di griller americana che detiene le regole delle sfide al barbecue, si occupa della formazione dei giudici e organizza corsi, concorsi e contest in tutto il mondo). Un evento importante reso possibile grazie al contributo di Weber, sponsor tecnico fin dalla prima edizione, che ha messo a disposizione dei concorrenti barbecue e accessori per la cottura alla brace. Oltre alle sei categorie consuete (Chicken, Ribs, Pork, Brisket), sono state organizzate per la prima volta altre tre categorie volte ad esaltare la relazione tra pietanze cotte al barbecue americano e i distillati d'uva Prime Uve di Bonaventura Maschio: Sauce (salsa a base di Prime Uve), Barrel Smoke (affumicatura con doghe di botti utilizzate per l'invecchiamento di Prime Uve); Foodpairing (abbinamento tra preparazione bbq e un cocktail realizzato utilizzando uno dei tre distillati Prime Uve). Provenienti per la maggior parte da Paesi del Centro Europa (tre team italiani), le 18 squadre in gara hanno gareggiato con grande impegno e fantasia. L'abbinamento vincente è stato Juicy Lucy del team Pure BBQ (Olanda), cocktail a base di Prime Uve Bianche, succo di lime con dadini di cetriolo abbinato con rondelle di zucchine farcite con uova di storione.

    I principi dell'abbinamento food-cocktail
    A presiedere la giuria di esperti del settore foodpairing è stato il bartender e barmanager internazionale Massimo D'Addezio che ha ricordato i principi di questo insolito abbinamento: «Bisogna fare riferimento a criteri diversi da quelli noti per il binomio cibo–vino. Al contrario di ciò che avviene con il vino, infatti, nella mixology è il bartender a comporre in toto il bouquet aromatico. È possibile operare per contrasto oppure per sintonia, magari riprendendo nel cocktail uno o più ingredienti presenti nel piatto. Si può per esempio giocare con il sour, la commistione dolce-acido, in cui lime, yuzu o agrumi aiutano il cocktail a pulire la bocca dal cibo, preparandola per un'eventuale portata successiva. Quando si pensa al pairing cibo-cocktail - ha continuato Massimo D'Addezio -  bisogna tenere conto dell’evoluzione dei sapori e dei profumi che si possono avere durante l'intera degustazione. È importante rispettare la ricetta con cui è stato ideato il drink e il corretto rapporto tra il quantitativo di ghiaccio e le dimensioni del bicchiere, tra la temperatura del liquido e quella del contenitore. Il foodpairing con il cocktail - ha concluso Massimo D'Addezio - è molto dinamico perché c’è l’importante presenza del ghiaccio che, man mano che si scioglie, influisce sul gusto e sul risultato complessivo».

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