Campari e Tanqueray, i preferiti dai migliori bartender del mondo

Gin il distillato più usato, Campari l’alcolico più trendy, Tanqueray la marca più apprezzata: sono i verdetti del Drinks International Brands Report 2018, classifica redatta sulla base delle preferenze espresse da 106 tra bar manager e bartender esponenti dei migliori bar del mondo (per l’Italia c’è il Backdoor 43). Quasi il 50% ha indicato nel gin lo spirit più venduto. Tanqueray, Plantation e Campari le marche preferite dai top bartendr, con quest’ultima che trionfa nella categoria alcolici.

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    Tra i gin, il tedesco Monkey 47, di recente entrato nella scuderia Pernod Ricard, ha superato il sempreverde Tanqueray nella lista dei più trendy.

    Podio tutto giapponese nel mondo dei whisky, dove i tre più trendy sono risultati Nikka (distribuito in Italia da Velier), Hibiki e Yamazaki.

    Per quanto riguarda la vodka, il podio dei marchi più trendy è guidato da Ketel One (Diageo), e seguito da Grey Goose (Bacardi-Martini) e Tito’s (Compagnia dei Caraibi).

    Il grande momento del Negroni (risultato il secondo cocktail più venduto tra i migliori bar del mondo) e del bitter in generale ha regalato a Campari il gradino più alto sul podio degli alcolici, sia nella classifica dei più venduti (indicato al top da un terzo dei rispondenti), sia in quella dei più trendy. In quest’ultima salgono sul podio due specialità francesi: il Chartreuse e il St Germain. Ma è tutta la classifica ad attribuire un grande riconoscimento alla liquoristica italiana: tra i dieci più venduti, infatti, figurano Aperol (addirittura al terzo posto) Maraschino Luxardo e Fernet Branca. Quattro prodotti italiani nei primi dieci anche nella graduatoria dei più trendy. Oltre ai già citati Campari, Aperol e Fernet Branca  al decimo posto compare anche Amaro Montenegro.

    Drinks International Brands Report è una ricerca di mercato realizzata ogni anno dalla rivista specializzata inglese Drinks International, arrivata quest’anno alla nona edizione. Dei 106 rispondenti, il 39% arriva dall’Europa, il 28% dall’Asia, il 13% dal Nord America, il 10% dall’Oceania, il 5% America Latina con il rimanente 5% da Africa e Medio Oriente.

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