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Vestiti come il bar comanda

Divise

Vestiti come il bar comanda

Nella scelta di modelli, tessuti e soluzioni disponibili sul mercato occorre in primo luogo una grande attenzione all’immagine coordinata. Da valutare anche praticità e durevolezza

Nadia Rossi

13 Settembre 2010

Estetica, praticità e lunga durata di fibre e colori sono le caratteristiche più considerate nella scelta delle divise del personale di un bar. L’abbigliamento è uno dei primi elementi che comunicano lo stile di un locale e permettono di identificare con immediatezza il suo personale; per questo le aziende specializzate offrono diverse gamme di articoli coordinati su diversi stili e tessuti, nelle versioni uomo e donna, dove regnano fantasia ed eclettismo in quanto a tagli, fantasie e colori. Si spazia dal grembiule corto stile pub a quello da sommelier, a quello stile brasserie per passare a modelli più giovani con la pettorina e piccole fibbie, tipo salopette.

Come scegliere i modelli
Il capo più richiesto è il grembiulino, che racchiude in sé numerosi vantaggi: è economico, unisex e taglia unica, estremamente pratico e facilmente personalizzabile; per questo numerose aziende, soprattutto del beverage, ne fanno omaggio ai locali. Per il servizio ai tavoli è importante sceglierlo con una tasca ampia o due, una per il palmare o il blocco ordini, l’altra per il portafoglio. L’optional del taschino per la biro si può trovare sulla versione con pettorina, molto pratica, che spesso è composta dall’unione di un grembiule e un “finto gilet” (c’è solo il davanti), mentre il vero gilet oggi è un capo sempre meno richiesto soprattutto perché poco pratico, in quanto obbliga ad acquistare taglie differenti per il personale e ha un’immagine un po’ datata. I grembiuli si fanno più lunghi nei wine bar con la classica versione da sommelier che, per il servizio ai tavoli, ha lo spacco davanti per facilitare il movimento. A proposito di misure, le più gettonate sono le taglie uniche, che non danno problemi di gestione dei capi in caso di cambio di personale. Per quanto riguarda i colori, soprattutto in fase di primo acquisto la scelta si orienta sullo scuro, con prevalenza del nero, che è una base alla quale si accorda al meglio qualsiasi tinta. Molto richieste anche il bordeaux e il verdone, tinte classiche e molto pratiche, che offrono il vantaggio di occultare eventuali macchie. Oggi ci si orienta con più frequenza su colori più vivi, coordinati con diverse intensità della stessa cromia o con contrasti studiati nel caso dei modelli con pettorina e con inserti applicati; tra i più gettonati il viola, il giallo, il verde chiaro, l’intramontabile rosso, il beige e il marrone. Queste ultime due sono le tinte che meglio si accordano all’ambiente e all’offerta di cioccolaterie e pasticcerie dove, specie per il personale che serve al banco, il taglio dei capi è più morbido e i colori più chiari e dalle tonalità pastello.

In sintonia con l’atmosfera del locale
Piacciono i tessuti lucidi con effetto cangiante, molto d’effetto, richiesti in versione scura da locali di tendenza e notturni e in nelle tinte chiare, spesso solari, in bar e in pasticcerie per il servizio ai tavoli. Nei locali più informali, a grembiuli e scamiciati si accompagna la praticità e l’assoluta traspirabilità delle polo e, soprattutto nella stagione estiva e nelle località balneari, delle T-shirt, per lo più personalizzate, mentre in locali più classici la camicia è il capo più indossato. In cotone o misto poliestere-cotone, deve assicurare traspirabilità, massima libertà nei movimenti ed essere facile da lavare e stirare. La camicia spicca spesso per i colori vivi e in linea con le tendenze del momento sia per colore sia per taglio; attualmente, per esempio, sono molto richiesti modelli con collo alla coreana e sciancrati, che segnano la vita: la praticità è assicurata da una minima percentuale di elastine aggiunta al tessuto base, che dà elasticità: una caratteristica propria anche di numerose gonne, che oggi tendono a essere molto fascianti. Una tendenza in atto in strutture polifunzionali, con più turni di personale, è il cambio di colore nel corso della giornata: spesso una camicia bianca o comunque con colori chiari la mattina e una scura la sera, adeguando l’abbigliamento all’offerta e al target di riferimento dei diversi momenti del servizio. I pantaloni possono essere coordinati, ma più spesso sono neri, grigi o bianchi. In ogni caso, è importante non lasciarsi troppo condizionare dalle mode e dai propri gusti, ma considerare con attenzione l’arredo del locale e, in generale, l’ambiente, con cui le divise devono armonizzarsi. I tessuti più utilizzati sono poliestere, viscosa e gabardine di poliestere, che presentano caratteristiche di freschezza, traspirazione, ma soprattutto di grande praticità: sopportano al meglio ripetuti lavaggi e non necessitano di essere stirati. Completano la dotazione accessori quali cravatte, papillon, foulard e cappellini: piacciono e danno un aspetto curato con un minimo investimento. A proposito di acquisti, sempre più spesso la scelta dei modelli e gli ordini si effettua on line; per chi non ama le nuove tecnologie sono disponibili cataloghi cartacei con possibilità di ordinazioni telefoniche o via fax: la consegna a domicilio è molto rapida, in media tra i due e i cinque giorni. È bene non lesinare riducendo al minimo i capi: che si lavori al banco o si serva ai tavoli, il rischio di macchie è sempre altissimo, con la conseguente necessità di un cambio rapido. Un paio di grembiulini e tre-quattro camicie possono bastare, soprattutto se scure, ma, se di colore chiaro, sarà meglio aggiungere almeno un capo, per non costringere a lavaggi quotidiani, portando a un invecchiamento precoce dei tessuti. Infine, la qualità è data anche dalla fattura, alla quale concorrono la vestibilità, che deve assicurare comfort ed eleganza, e le finiture come asole e cuciture, che devono essere accurate e precise: non dimentichiamo che la divisa è parte integrante della percezione del benessere e della qualità di un locale.

Eleganza e praticità in laboratorio
La divisa dello chef patissier, specie se lavora in laboratori a vista, deve essere pratica, funzionale ed esteticamente gradevole. I tessuti migliori sono quelli misto poliestere-cotone e 100% cotone, che fanno respirare la pelle e resistono a un elevato numero di lavaggi anche con prodotti a base di cloro e ad alta temperatura (60°C). Il taglio morbido dei capi assicura la massima libertà di movimento; interessanti accorgimenti tecnici da valutare sono la presenza di sistemi di areazione sulla schiena e sotto le ascelle. Accanto al classico bianco, è molto richiesto il marrone, oltre a colli e inserti colorati.

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