Va ora in onda il bar Mosca

Dal mondo –

Il City Space di Mosca è un locale telegenico. Merito di Bek Narzi, ex studente di media digitali, barman per passione, che ha ideato il primo tg del cocktail

Tenetevi forte. Perché stiamo per raggiungere l'ultimo piano del grattacielo. L'ascensore conduce a tutta velocità al 34° del Swisshotel di Mosca. A centoquaranta metri dal suolo hanno aperto pochi anni fa il City Space: 95 eleganti sedute, un bancone infinito, una vista da vertigini dall'alba al tramonto sulla città, ambiente patinato. Il locale in questione, lounge bar ma anche ristorante, ha avuto riconoscimenti bipartisan: dal pubblico ma anche dagli addetti ai lavori. Nel 2008 è entrato a far parte nella top ten della Bartender's Guide, nel 2010 è stato proclamato miglior bar da Russia Today, una delle più famose pubblicazioni del Paese.

A tu per tu col presidente russo

A spalancare le porte del City Space è il manager Bek Narzi, già presidente del Russian Cocktail Club, uno dei personaggi più in vista del circuito internazionale che ha di recente inaugurato il primo telegiornale dedicato al mondo dei cocktail. «Russian Cocktail News è un programma indipendente di notizie visive su tutto ciò che fa cocktail, che viene trasmesso sulla Rete ogni 15 giorni per i bartender russi. L'obiettivo è sia di accrescere le motivazioni e le conoscenze di chi fa la nostra professione, sia di creare un senso di orgoglio per chi appartiene alla categoria. Ora speriamo di riuscire a trasmettere a breve una versione in inglese. Ma prima aspettiamo che cresca il numero di contatti sul sito».

Un telegiornale dedicato ai bartender

Se state pensando che Russian Cocktail News sia un programma realizzato in uno scantinato con telecamera da quattro soldi e un tipetto come conduttore siate pronti a ripensarci. È sufficiente un clic su www.youtube.com/cocktailnews per ricredervi in fretta. I servizi sono montati in modo professionale dai titoli di testa a quelli di coda. E le notizie vengono lette da esperti, con contorno di filmati e immagini, oppure date sotto forma di brevi servizi televisivi degli inviati. La leva dei video è sempre stata un chiodo fisso di Bek Narzi, che ha scoperto la sua passione per il mondo dei cocktail a Londra durante gli anni di studio alla facoltà di Digital Media della University of Arts.
Così per promuovere l'immagine del locale e della sua squadra sono stati girati video promozionali di fattura sartoriale. Su Youtube e Facebook girano dei filmati del City Space che hanno come protagonisti famosi barman internazionali. Video che rispondono alla tendenza diffusa soprattutto all'estero di promuovere le serate dei bartender special guest, baristi che per una notte come succede con i dj, salgono in consolle al posto del barman resident. Dal City Space sono passati Angus Winchester, Paul Tvaroh, Spaniard Bernabeu, Stanislav Vadrna e altri opinion leader del settore. A questo si aggiunge un altro carico da novanta per il locale: il canale Russia Today ha dedicato a Bek Narzi e ai suoi ospiti “Prime Cocktail”, una finestra nel suo telegiornale della sera. Se tutto questo sembra distante anni luce, vorremmo sottolineare che, senza arrivare all'eccellenza registica del City Space, basta una semplice fotocamera e un programma di montaggio (scaricabile da Internet) per produrre buoni video fatti in casa da caricare sul sito o sulla vostra pagina di Facebook.
Ovviamente, più la qualità è elevata, migliore sarà il ritorno d'immagine. Sul sito del Micca Club di Roma hanno pubblicato un capolavoro per il genere cocktail bar dal titolo “Cocktails and Wines”, che ha registrato un record di visualizzazioni.

Villaggio globale
Parlando con Bek Narzi viene fuori che il mondo del cocktail sta diventando un villaggio globale con molte tendenze trasversali e diversi punti di contatto. «Il pubblico russo è molto influenzato dalla moda e dalle riviste patinate. Per questo motivo negli ultimi anni sono nati parecchi locali di design, magari con interni splendidi, ma con proposte fin troppo convenzionali. Per fare la differenza abbiamo dovuto puntare sulla qualità. Su ricette curate, innovative, accompagnate da un servizio di alto livello. In generale quello che oggi cerca il pubblico, oltre alla buona qualità dei cocktail, è un'esperienza completa. Certo esistono differenze tra Paese e Paese. In Europa c'è il boom dei locali in stile speakeasy, negli Stati Uniti si tratta di una moda un po' passata, mentre in Russia non è ancora arrivata. In generale i tre filoni che stanno andando per la maggiore nel mondo sono legati alla mixologia molecolare, ai drink vintage e alle rivisitazioni sui cocktail (twist on classics) che hanno scritto la storia del bere miscelato». Al City Space hanno abbracciato tutte tre le categorie. Nella drink list, a prezzi che variano dagli 850 ai mille rubli (22-25 euro circa) troviamo ovviamente diverse specialità a base di vodka come il Moscow Spring Punch (vodka, miele, lamponi, lime e ginger beer) e il White Russky (vodka, kvass e crema di vaniglia fatta in casa). «Per allestire due linee, classica e molecolare, iniziamo a lavorare molto presto. Per distinguersi non c'è altro da fare che lavorare sulla ricerca costante».
In conclusione, e senza peli sulla lingua, Bek Narzi afferma che la scena in Russia è molto cambiata. «La qualità nel fare cocktail è un fatto recente ed è stata introdotta dal nostro Russian Cocktail Club nel 2009. Prima in Russia c'erano solo dei cocktail guru che si occupavano di fare promozione a sè stessi, più che alla cultura del cocktail e l'industria che la supporta».

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