Una drink list farcita di aneddoti

Cocktail Bar –

Dalle polibibite futuriste al Rose della Regina Vittoria, al Black Russian, mix simbolo della Guerra Fredda. Queste e altre “storie liquide” nello speciale menu del lounge bar L’Agape di Vercelli

Da Parigi a Milano si festeggia un secolo di Futurismo. Cent'anni da quando Le Figaro pubblicò il Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti che esordiva gagliardo “noi vogliamo cantar l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità”. Mentre fuori il mondo “tuona e corre rapidissimo”, a Vercelli al lounge del ristorante L'Agape, il mescitore (in “lingua” futurista) Fulvio Piccinino rilegge ne “La cucina futurista” di Marinetti e Fillia, le ricette di alcune “polibibite”: probabilmente i cocktail più sconclusionati della storia. Miscele ardite come Scoppioingola (Parmigiano macerato nel Marsala), Giostra d'alcol (cedrata, barbera e Campari) e il Diavolo in tonaca nera con topping di cioccolato (succo d'arancia, grappa, cioccolato, liquido e tuorlo d'uovo sodo). «Sono cocktail difficili da “digerire” - commenta Piccinino -. Per questo mi sono permesso di rivedere un po' la storia e modificare alcune ricette. Del Diavolo in tonaca nera ho preparato la versione Diavolo in tonaca rossa. Decoro la coppetta con topping di cioccolato, poi aggiungo crema di menta bianca, frullato di fragole e alcune gocce di Cointreau». Il barman dell'Agape, nome greco per “amore”, ha pensato di inserire anche questo drink nella sua Liquid History, una lista che è un atto d'amore verso la storia dei cocktail. Il menu, oltre al nome e agli ingredienti dei cocktail, contiene indicazioni sulle loro origini e sull'inventore (reale o presunto). Tra tanti menu esangui, si tratta di un modo originale per incuriosire e intrattenere l'ospite. Si racconta per esempio del Rose, creato nel 1870 in onore della Regina Vittoria dal maitre Sidney Knight dell'Hotel Cecil di Londra, e del White Lady, una variante del Sidecar, con il gin al posto del brandy, ideata nel 1920 da Harry McElhone dell'Harry's Bar di Parigi, in onore di un'affascinante dama di bianco vestita.
Seguono in ordine cronologico cocktail degli anni '50 e '60 come il Black Russian, ricordo della Guerra Fredda, il Golden Cadillac, dedicato a Bette Davis, e il God Father, nome d'arte di Marlon Brando ne “Il Padrino”.

Miscelati d'epoca e musica a tema
Le sorprese dell'intraprendente Piccinino, barman con importanti esperienze anche a Londra, non si esauriscono qui. Organizza una tantum anche serate tematiche, in cui i cocktail sono abbinati a musiche e atmosfere a tema.
I cocktail degli anni Venti suonano bene con la musica charleston e lo swing, i drink degli anni Cinquanta si sposano con le musiche di Califano, Fred Buongusto e Bruno Martino. Per i cocktail degli anni Ottanta, come il Long Island Iced Tea, niente di meglio di un bel mix di Madonna, Michael Jackson e altri idoli pop.

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