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Una colonna sonora per far crescere il bar

Iniziative

Una colonna sonora per far crescere il bar

Creare la propria compilation è un modo per promuovere l’immagine del locale. C’è chi si limita a regalarlo ai propri clienti, chi lo vende e chi, mettendolo in distribuzione, è diventato famoso a livello nazionale o addirittura internazionale

Lorenzo Tiezzi

Oggi la comunicazione viaggia veloce sui social network, ma un cd musicale resta un ottimo biglietto da visita per un locale. Una compilation può essere un importante veicolo d'immagine ed è certamente un'alternativa molto meno costosa rispetto a una campagna stampa. Senza contare che può arrivare a “regalare” al locale una notorietà a livello nazionale. È il caso, per esempio, di “Happy Hour Live”, la prima compilation di Coco Beach, locale multifunzionale di lusso a Lonato (Bs): uscito l'anno scorso a ottobre, grazie alla distribuzione nazionale di Self, il cd si è fatto notare nei negozi di dischi per tutto l'inverno. Un cd può servire anche in un momento di difficoltà. Lo staff dell'Occhi Occhi Oh di Napoli, bar e ristorante musicale progettato da Beppe Riboli, ha dovuto rimandare l'apertura. Ma, per ingannare l'attesa, ha pubblicato un cd pieno di deep house. «Un cd è un bel regalo per i clienti più affezionati, ma anche un investimento che si ripaga - spiega Lello Mascolo di ToBeMust, che sta producendo in questi giorni i cd di El Fanar di Sharm El Sheik e del Guendalina di Lecce-. Il loro costo si aggira sui 3 euro; rivendendone solo alcuni a 10 euro si recupera l'investimento facilmente». Per produrlo va considerato almeno un mese e mezzo di tempo: ogni singolo brano della compilation va licenziato, ossia acquistato dalla casa discografica che ne è proprietaria. «Una compilation nasce sempre da un lungo lavoro che facciamo con i nostri clienti» spiega Flavio Romaniello di Hm Productions, agenzia milanese che ha creato serie di cd di grande successo come Café Solaire e G Lounge. Ogni sei mesi esce un nuovo volume legato ai due locali milanesi e le vendite, anche in un periodo di crisi come questo, tengono. «Sulla qualità musicale non facciamo mai compromessi e sul packaging neppure - dice Romaniello -. I nostri cd li stampiamo da anni in Germania, dove la cura del prodotto è spasmodica e i prezzi più bassi».
La chiavetta usb
Un'opzione più innovativa è inserire i brani in una chiavetta usb. I costi del supporto sono appena di poco superiori a quelli di un cd. «Il limite delle chiavette è che non sono molto pratiche - spiega Mascolo - perché non tutti hanno familiarità con il computer». E poi, anche se possono essere serigrafate e personalizzate, la copertina di un cd, quando è bella, emoziona di più.

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