Un marchio per chi offre cibi vegani

Food list –

Debutta VeganOk, uno strumento di autocertificazione per chi produce o propone alimenti privi di componenti e ingredienti di origine animale. Si può richiedere anche per singoli prodotti. E se ne possono fregiare anche i locali

L’amore per gli animali, l’attenzione per il loro benessere e la sensibilità a rispettarne la dignità accomunano sempre più persone in tutto il mondo occidentale. Di conseguenza, è in crescita anche il numero di persone che scelgono di abolire gli alimenti di origine animale dalla loro dieta. In Italia lo fanno un italiano su 10 (fonte Eurispes). C’è chi si limita a non mangiare carne e pesce, ma anche chi si spinge oltre e mette al bando anche uova, miele e latte. Quest’ala più oltranzista è quella dei vegani, un universo a cui fanno capo 600mila italiani. A loro si rivolge il primo marchio che identifica i prodotti vegani: è VeganOk, creato dal gruppo Nrg30 in collaborazione con Promiseland.it e Veganblog.it, la community più importante del settore che fa parte del circuito europeo Veganwiz.com. Attualmente nel settore food coinvolge una decina di realtà, che vanno dalle aziende agricole alle industrie di marca (come Bioappetì e Vallè) alle pasticcerie-bistrot, come Dolce Vegan di Firenze, alle gastronomie naturali (Mens@Sana).

Basta l’autocertificazione

Tecnicamente, il marchio rientra nella ISO 14021 ed è definito un’etichetta ecologica di secondo tipo, ossia senza coinvolgimento di un organismo indipendente di certificazione. Si tratta infatti di un’autocertificazione diffusa in tutto il mondo e presentata al consumatore attraverso un marchio dato in concessione alle aziende. Siccome circoscrivere il mondo vegano in una certificazione non è facile, il disciplinare VeganOk ha scelto di affrontare uno specifico aspetto di questa filosofia: l’assenza di componenti e ingredienti di origine animale. Il marchio viene assegnato alle aziende che rispettano il disciplinare (consultabile sul sito), che include requisiti come l’assenza di Ogm e l’impegno per ridurre l’impatto ambientale di un prodotto lungo l’intero ciclo di vita, e può essere richiesto per un solo prodotto (come un panino o una bibita) oppure per l’intera produzione.
Ovviamente, vengono effettuati controlli a campione sulle produzioni e vengono valutate le segnalazioni riguardo a comportamenti “sospetti”. Se viene provato che un’azienda ha fatto certificare un prodotto non conforme al disciplinare, il marchio viene ritirato.
Per fornire un servizio in più ai vegani, consentendo loro di fare una spesa informata, sono state create delle versioni speciali del marchio: “100% Vegetables” per cibi, bevande, integratori e ristorazione, e “Qui trovi VeganOk” che commercianti e rivenditori possono esporre in vetrina e sul proprio sito. I costi per potersi fregiare del marchio? Variabili a seconda dei partner, perché calcolati sul fatturato. In caso di utilizzo etico e no profit, è prevista la possibilità della concessione gratuita.

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