Affinity secondo Turin Vermouth

Ricetta base presentata alla tappa Baritalia tenuta il 13 giugno 2016 al Palazzo del Ghiaccio di Milano.

Ben prima della Grande crisi del 1929 il sistema bancario americano si trovò sull’orlo della bancarotta. Era l’ottobre del 1907 quando la borsa di New York perse ben il 50% del suo valore rispetto al picco dell’anno precedente. A scatenare la crisi, che passerà alla storia con il nome di “Panico del 1907”, una fallita speculazione sulle azioni di una società produttrice di rame, la United Copper Company, che provocò gravi perdite alle banche che avevano prestato i soldi per l’operazione e una generale sfiducia nel sistema finanziario. In un periodo già di recessione, presi dal panico, i risparmiatori si precipitarono a prelevare i soldi dalle banche coinvolte innescando così una reazione a catena che da New York si diffuse in tutto il Paese, portando al fallimento di diverse banche e fiduciarie.

In quel tremendo autunno, l’unica consolazione per i newyorkesi fu la comparsa di un nuovo drink, l’Affinity Cocktail, celebrato dalla stampa dell’epoca come una delle poche buone notizie del periodo.

Scotch whisky, vermouth rosso, vermouth dry e qualche goccia di angostura è la formula magica che alleviò le pene degli americani in quei giorni di sgomento. E su questa formula, vicina ad altri grandi classici della miscelazione, quali il Manhattan o il Rob Roy, dei quali a volte viene considerata una variante, ha svolto la sua ricerca il team di Turin Vermouth, guidato dal maestro di cerimonia Simone Caporale, per proporne tre originali rivisitazioni.

Erica Rossi, con il suo Around the world, ha realizzato una profonda revisione della ricetta originale, sostituendo il bourbon allo Scotch e inserendo Drapò Gran Riserva come unico vermouth, qualche goccia di Fernet Tuvè della casa torinese e altre eccellenze nazionali, quali succo fresco di arance di Ribera e sciroppo di corbezzoli, prodotto tipico veneto.

La ricerca di nuove sfumature di sapore ha caratterizzato anche Black note, il twist di Vanessia Vialardi. La barlady ha infatti miscelato un Rye e uno Scotch whisky (Islay single malt) con una riduzione di Drapò Rosso al caffè, amaro Black Note e Drapò Dry.

In Grace di Luca Rossi, il drink americano si è invece arricchito di note tropicali, grazie all’aggiunta alla base di bourbon e di vermouth bianco e rosso, di estratto d’ananas e sciroppo di cannella, per poi andare a bilanciare la dolcezza di questi ingredienti con un tocco di Fernet.

La storia del cocktail

L’Affinity Cocktail nasce negli Stati Uniti tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. La prima testimonianza scritta la troviamo nella ristampa del 1908 del Cocktail Boothby's American Bartender il ricettario di William T. “Cocktail Bill” Boothby, dove insieme alle ricette pubblicate nell’edizione del 1900, c’è la presentazione di nuovi cocktail americani “seductive”, tra i quali l’Affinity. Riferimenti a questo cocktail però già si trovano in diversi quotidiani dell’ottobre del 1907, quali il Washington Post, Hartford Courant, New York Sun, quando il Paese era nel pieno di una drammatica crisi finanziaria. Dopo un lungo periodo di grande successo, soprattutto negli Usa, la fortuna del drink, a causa del suo gusto un po’ vintage, è andata progressivamente declinando dalla fine degli anni Cinquanta.

La ricetta dell'Affinity secondo Turin Vermouth

Ingredienti

4,5 cl Scotch Whisky

3 cl  Drapò Rosso Turin Vermouth

3 cl  Drapò Bianco Turin Vermouth

1 dash Angostura Bitters

Preparazione

Versare nel mixing glass, servire in coppetta cocktail raffreddata.

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