Hanky Panky secondo Turin Vermouth

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Ci porta nella Londra degli anni Venti il team di Turin Vermouth. Più precisamente all’American bar del Savoy Hotel. Dietro il bancone di questo tempio della miscelazione troviamo Ada Coleman. Americana, Coleman, o come veniva affettuosamente chiamata, “Coley” è un personaggio eccezionale. Prima barlady a capo dell’American Bar, ha avuto l’onore di servire personalità del calibro di Charlie Chaplin, W.C. Fields, Marlene Dietrich e Mark Twain, oltre ai membri della famiglia reale, come il principe del Galles o altri ospiti appartenenti all’élite delle teste coronate, come il Principe Guglielmo di Svezia, contribuendo con le sue creazioni a consacrare nella storia il mito del bar del primo hotel di lusso della Gran Bretagna. La Coleman è infatti autrice di capolavori indimenticabili dell’arte della mixology, come, solo per citarne alcuni, l’Eddy Brown e l’Hanky Panky.

E proprio quest’ultimo è il cocktail scelto dal team  Turin Vermouth guidato dal maestro di cerimonia Simone Caporale per celebrare questa straordinaria barlady. Un grande classico realizzato con pochi e semplici ingredienti, ma dal risultato davvero notevole, che la Coleman creò nel 1920 per un altro assiduo frequentatore dell’American Bar, Sir Charles Hawtrey, che oltre ad essere un grande attore e regista teatrale, era anche un grande esperto di drink. Un classico che ha anche molto d’Italia. La sua base di gin, il tipico distillato inglese, è infatti accompagnata da vermouth italiano e da qualche goccia di un ingrediente segreto: il Fernet, altro vanto della tradizione liquoristica made in Italy, molto amato dalla Coleman.

Da questi elementi sono partiti i componenti del team, che nelle loro rivisitazioni hanno cercato di attualizzare la ricetta originale, facendo ricorso anche ai nuovi prodotti a edizione limitata della nuova linea Tuvè dell’azienda di Torino, che comprende anche un Fernet. Molto “moderna”, ad esempio, è la versione proposta da Vanessa Vialardi con Ada in 2016, dove insieme al Drapò Gran Riserva e al Drapò Bianco, al posto del gin troviamo il distillato del momento, il mezcal, il tutto completato da Fernet e bitter alla ciliegia. Nello Special HH 2.0 presentato da Luca Rossi la base è costituita da gin infuso alla lavanda, accompagnata da un infuso alla genziana, Drapò Rosso, Drapò Dry e da qualche goccia di Fernet. La base di gin è stata invece sostituta da genever, il gin olandese, in Bitter Sweet di Erica Rossi, per completare il tutto con Drapò Bianco, infuso di camomilla e scorze di limone e l’immancabile Fernet.

La storia

L’Hanky Panky è stato creato da Ada Coleman nel 1920 all’American Bar dell’Hotel Savoy di Londra per l’attore inglese sir Charles Hawtrey. La genesi e il nome particolare del cocktail, che in inglese può avere diversi significati, come subdolo, ingannevole, imbroglio, è stata spiegata dalla stessa autrice in un’intervista rilasciata nel 1925 al quotidiano inglese The people (oggi Sunday People): «Il compianto Charles Hawtrey era uno dei migliori giudici di cocktail che abbia mai conosciuto. Alcuni anni fa, dopo il lavoro, aveva l’abitudine di venire al bar a bere qualcosa. Con lui ho passato ore a sperimentare miscele finché non riuscivo a realizzare un nuovo drink. Una sera gli proposi di provare una mia nuova creazione. La bevve e alla fine esclamò: “Per dio, questo è un Hanky Panky, un vero imbroglio!”. E da allora è sempre stato chiamato così».

La ricetta Hanky Panky secondo Turin Vermouth

3,5 cl Drapò Rosso Turin Vermouth

3,5 cl London Dry Gin

1,5 cl Fernet Amaro Tuvè

Mescolare gli ingredienti nello shaker con ghiaccio, versare in coppetta cocktail, zest buccia d’arancia

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