Batida secondo Strega (Streghita)

Ricetta base presentata alla tappa Baritalia tenuta il 13 giugno 2016 al Palazzo del Ghiaccio di Milano.

Le note dei maestri della bossa nova hanno fatto da sottofondo alla performance del team Strega. E se lo stile musicale inaugurato da João Gilberto rappresenta un pezzo importante della cultura brasiliana, altrettanto lo è il cocktail rivisitato dalla squadra capitanata dal maestro di cerimonia Matteo “Zed” Zamberlan: la Batida.

Folta è la trama della tela che tiene insieme le scelte del team nella sua performance. Il drink e la bossa nova condividono infatti il termine “batida”, dal portoghese bater, ovvero battere, che nel primo indica la tecnica di preparazione che richiede che gli ingredienti vengano “battuti” per amalgamarli, mentre nel secondo descrive la combinazione ritmica tipica di questo stile musicale.

Forte è poi l’analogia tra il liquore italiano e la Batida, entrambi espressioni della cultura popolare dei loro rispettivi territori e, pur nella complessità dei risultati finali, sostanzialmente frutti di ingredienti poveri e semplici.

Fortissimo è poi il legame tra Strega e Brasile, Paese dove lo storico liquore ha goduto sempre di grande popolarità e dove sbarca alla fine degli anni Quaranta, su pressante richiesta degli emigranti italiani. Il successo riscosso, unito ai pesanti dazi doganali che colpiscono le importazioni, spingono l’azienda a pensare di installare nel paese sudamericano un proprio sito produttivo, progetto che si concretizza qualche anno più tardi, grazie a un accordo con Martini & Rossi, già presente con un suo stabilimento a San Paolo. Da Benevento partono gli stock di mix delle 70 spezie, formulati secondo la segretissima ricetta, per procedere poi con la distillazione in loco. Il rapporto con Martini prosegue anche dopo l’acquisizione di quest’ultima da parte di Bacardi (1993), ma poi le politiche commerciali delle due aziende prendono strade diverse e Strega Alberti decide di riportare la produzione in Italia. Ciò non equivale però a un abbandono del mercato brasiliano, dove il liquore italiano continua a essere presente, ma con un nuovo posizionamento in fascia alta, rivolgendosi a un nuovo target di consumatori.

A infittire ulteriormente tale trama, hanno provveduto i bertender Erika Pianca, Alessio Giovannesi e Riccardo Soncini, con le loro creazioni, rispettivamente, Manjericão Batida, Ice Cream Batida e Batida Italica, aggiungendo alla base di cachaça le note erbacee e speziate tipiche del liquore Strega, andando poi a bilanciare la dolcezza dei due distillati con ingredienti quali basilico e una macinata di pepe Creola (Pianca), succo di lime e sciroppo di sale (Giovannesi), o liquore al caffè (Soncini).

A chiudere in bellezza la performance, un altro omaggio alla cultura del grande Paese del Sudamerica: un saggio di samba regalato da due ballerine brasiliane.

La storia del cocktail

Bevanda tradizionale brasiliana, la Batida è un drink, o meglio, una famiglia, di drink realizzati con ingredienti poveri: cachaça, il distillato tipico del Brasile, ottenuto dalla distillazione del succo della prima spremitura della canna da zucchero, frutta o succhi di frutta, e zucchero. La versione più nota è quella con latte di noce di cocco e latte. Il nome viene dal portoghese bater, battere, che ne descrive il metodo di preparazione che prevede che gli ingredienti vengano battuti per mescolarli.

Nato sulla fascia costiera, il suo gusto rinfrescante ne ha fatto un tipico cocktail da spiaggia, diffuso in tutto il mondo, tanto che in Europa ne vengono commercializzate diverse varianti prodotte industrialmente: un’eresia! In Brasile viene servito solo preparato fresco al momento.

La ricetta della Batida secondo Strega

Ingredienti

3 cl cachaça

3 cl Strega Liquore

2 cl sciroppo orzata

3 cl succo lime

6 cl latte cocco

top crushed ice

Preparazione

Tecnica shake & double strain, versare in bicchiere highball, top crushed ice, guarnire con foglie di menta.

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