Nina, I-Pro &co: la famiglia di granitori targati SPM Drink Systems

Si sa che il granitore è uno degli oggetti più classici del bar. Anche chi ha qualche anno in più ha bene in mente il fascino che esercitavano su di lui, quand’era bambino, quei contenitori colmi di granita colorata. Rispetto a qualche decennio fa, però, questi oggetti hanno subito una radicale trasformazione. Sono diventati hi-tech, elettronici, touch screen, addirittura connessi al web per farne la manutenzione e vengono usati per prodotti molto più vari rispetto alla semplice granita: creme fredde, gelati soft, cremolade. Tra i protagonisti di questa evoluzione tecnologica c’è anche SPM Drink Systems, la società di Spilamberto (Mo) che proprio quest’anno compie 20 anni, ma che raccoglie la lunga esperienza di Umberto Grampassi, il fondatore, che nel 2015 ha festeggiato i 50 anni di attività imprenditoriale. Un doppio appuntamento che l’azienda, ora affidata ai tre figli di Grampassi, ha celebrato con un’intensa attività, scandita da una serie di innovazioni introdotte quest’anno nei prodotti e nell’immagine e celebrata anche a Host 2015 con uno stand ricco di novità. Nella foto, il granitore I-Pro Elettronica a due vasche (spm-ice.it).

Osservare e inventare
Il principio su cui si basa l’attività di SPM è l’attenta osservazione del mercato da cui generare innovazione. L’azienda non distribuisce direttamente i propri dispenser e granitori ai bar, ma collabora strettamente con importanti aziende del settore food&beverage che studiano nuovi prodotti per la somministrazione e hanno bisogno poi di strumenti affidabili per la loro preparazione, conservazione ed erogazione. Si tratta di un segmento fortemente contraddistinto dall’innovazione. «Per SPM – dice Enrico Grampassi, presidente e amministratore delegato dell’azienda – inventare qualcosa di utile e che ovviamente crei business per l’intera filiera è da sempre una sfida. Quindi è fondamentale la collaborazione stretta con i nostri clienti, necessaria per condurre test, ricevere riscontri e affinare i progetti. A volte le proposte partono da nostri laboratori, altre volte è il cliente che ci pone delle sfide».
Una chiave importante è superare i limiti della stagionalità e mettere a punto soluzioni che possano essere funzionali tutto l’anno per il bar.
«È un fattore - dice Grampassi - che si riflette sull’attività del barista ma anche di chi fornisce il prodotto e le attrezzature e chi, come noi, le vende. Per quanto ci riguarda l’introduzione del minigranitore Nina, uno dei nostri prodotti di maggior successo, è stata una grande innovazione: passare da un contenuto di 5 litri a 2 litri ha dato al gestore la libertà di vendere anche in autunno, inverno e primavera, quando la richiesta di questi prodotti è più bassa: la shelf life in questi periodi diventa un vero vincolo con il rischio di sprechi dannosi sia al bar, sia per chi sviluppa i prodotti».

Intervista con Enrico Grampassi, presidente e amministratore delegato di SPM Drink System

Come vi interfacciate con il mondo dei bar?
Il bar rappresenta per il mercato italiano, e per noi come azienda, un bacino molto importante perché fa parte anche del tessuto socio culturale del nostro Paese. Il canale bar non viene gestito da noi direttamente, ma dai nostri clienti che a loro volta forniscono un servizio completo al gestore del bar.

Come funziona questo rapporto?
Si articola su 5 punti cardine: prodotto da somministrare, attrezzatura di qualità, merchandising, promozione e supporto delle vendite. Ovviamente più è stretto il legame tra noi e il cliente, migliore può essere l’offerta e la qualità del prodotto. Si sa che le relazioni di lungo termine creano valore per entrambi e che per definizione sono anche le più impegnative. Il nostro obiettivo è creare rapporti di tipo win-win.

In tutto questo il gestore del bar è solo un soggetto passivo o ha un suo ruolo attivo?
Certo che ha un ruolo e anche molto importante. E consiste nell’utilizzare al meglio le proprie attrezzature per ottenere il migliore risultato con abbinamenti anche diversi. Immaginiamo un bar che abbia una macchina per gelato e una per la cioccolata calda. È immediato pensare di versare la cioccolata calda sulla coppetta di gelato e creare un abbinamento goloso. Il gestore ha fatto immediatamente un utilizzo trasversale di due attrezzature che viste separatamente servono a scopi diversi.

Quindi qual è il suo consiglio?
Ragionare sempre per capire come usare in modo sapiente le attrezzature. Dobbiamo pensare al gestore come a un direttore d’orchestra che ha a disposizione molti strumenti e deve capire come impiegarli in modo armonico per produrre melodie di successo.

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