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Spiragli per il poker sportivo al bar

Regole&divieti

Spiragli per il poker sportivo al bar

In mancanza di un regolamento governativo, la giurisprudenza sembra sposare un orientamento permissivo, autorizzando di fatto i tornei live all’interno di circoli e pubblici esercizi. Le sentenze e le linee guida per non incorrere nel reato di gioco d’azzardo

Giovanni Gentile

08 Marzo 2011

A distanza di oltre due anni dal lancio degli skill games on line, dai Ministeri competenti (Interni ed Economia) non sono ancora arrivate le tanto invocate linee guida sulla regolamentazione del poker Texas Hold’em giocato, fisicamente, nei pubblici esercizi. Un preoccupante vuoto normativo riempito, di volta in volta, dalle decisioni dei Tribunali. L’ultima arriva dalla Prima Sezione di Lecce del Tar Puglia. Il poker in versione Texas Hold’em può giocarsi anche nei locali pubblici purché il costo della partecipazione non superi i 30 euro e le vincite non siano in denaro. Questo il sunto dell’ordinanza emessa dai giudici che hanno così accolto il ricorso dei gestori di un circolo che si erano visti negare l’autorizzazione per l’organizzazione di tornei di poker texano da parte della Questura di Taranto. I giudici hanno ritenuto che se da un lato la normativa in vigore (L. 88/2009) affida la disciplina del poker sportivo non a distanza all’emanazione di un regolamento governativo, dall’altro, in presenza di una lacuna regolamentare non colmata, viene ritenuto possibile dare vita a tornei purché siano rispettate le condizioni individuate dal Consiglio di Stato nel parere n. 3237 del 22 ottobre 2008, ossia iscrizione limitata a 30 euro e premi non in denaro. Il pronunciamento, di fatto, riapre così ai circoli e locali pubblici le porte del poker live. Per dovere di cronaca, è bene ricordare che bisognerà attendere il prossimo 28 aprile per il via libera definitivo (al momento il provvedimento è al riesame da parte della Questura di Lecce). Ma la strada sembra ormai tracciata: il poker sportivo in versione Texas Hold’em potrà giocarsi anche nei locali pubblici, purché il costo della partecipazione non superi i 30 euro e le vincite non siano in denaro.

Vince il più abile
Orientamento confermato di recente anche dal Tribunale del Riesame di Palermo, che ha decretato il poker Texas Hold’em quale puro gioco di abilità, nel quale il singolo giocatore deve guadagnare quante più chips possibili. Chips che, non avendo alcun valore monetario effettivo, non rivestono alcuna funzione di carattere economico. Assente, di conseguenza, il reato di gioco d’azzardo.

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