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Serate d'autore meglio con i produttori

Partnership

Serate d'autore meglio con i produttori

Promuovere vini al ristorante con l'aiuto delle aziende, Attraverso eventi che stimolano la domanda e creano interesse.

Stefania Vinciguerra - Ristoranti Imprese del Gust

18 Dicembre 2009

Mettere il proprio ristorante sempre al centro di nuove iniziative è fondamentale, al giorno d’oggi, per fidelizzare la propria clientela oltre che per trovarne di nuova. Molte persone non vanno più al ristorante solo per mangiare qualcosa di diverso o per bere vini differenti da quelli che hanno in casa, ma soprattutto per trascorrere una serata insolita o per divertirsi. Occorrono sempre nuovi stimoli per far preferire il nostro locale. 

Serate speciali

I partner migliori per organizzare eventi in un ristorante sono i produttori di vino, essi stessi alla continua ricerca di nuove opportunità per far conoscere ed apprezzare la produzione. Le esigenze di entrambi, quindi, si sposano perfettamente: l’azienda vinicola cerca promozione, il ristorante ha la necessità di creare eventi per chi ricerca serate speciali.

Identificare il produttore idoneo non è difficile, considerando che già nel predisporre la propria carte dei vini, il ristoratore avrà fatto una selezione delle aziende di cui maggiormente apprezza i prodotti e che gli sembrano più affidabili. Ci sono anche aziende che hanno nei propri piani di marketing tour di serate presso i propri clienti e che quindi sono in grado di proporre un pacchetto già collaudato di proposte (è il caso, per esempio, di Càvit, di Santa Margherita, delle Tenute Folonari...), ma nulla vieta di costruirsi la propria serata secondo le esigenze del momento e di modulare diverse proposte durante l’anno, ottenendo maggiore incisività grazie ad una serie di produttori e di zone differenti. 

Due impostazioni

Basterà parlarne con il rappresentante dell’azienda prescelta e, tramite lui, mettersi d’accordo sulle modalità organizzative.

Le impostazioni sono essenzialmente due: la prima è proporre la cucina abituale, puntando sull’ecletticità degli abbinamenti, per cui lo stesso piatto potrà accompagnarsi in un’occasione con un vino piemontese, la volta successiva con un campano. Prendiamo la classica frittura di paranza, che abitualmente proponiamo - per esempio - con un Soave Classico; nella serata in cui abbiamo coinvolto il piccolo produttore siciliano la faremo assaggiare con un Etna Bianco mentre la volta successiva la abbiniamo ad un Trento Brut di buona struttura.

La seconda possibilità consiste nel distaccarsi dalla proprio ricettario per osare delle novità, per esempio i piatti provenienti dallo stesso territorio nel quale ha sede il produttore selezionato: se il ristorante è in Veneto, un menu toscano per il produttore chiantigiano. È bene che gli abbinamenti siano studiati insieme al produttore, che nel caso dei menu tipico potrà aiutare a trovare tra i suoi vini quelli che meglio si addicono ai piatti proposti. Mentre per le serate “territoriali” potrà suggerire le etichette tradizionali della sua zona. Ma non è sufficiente impostare gli abbinamenti, occorre definire il programma dell’evento. Naturalmente è indispensabile la presenza del produttore: è l’ospite d’onore, che insieme al ristoratore darà il benvenuto spiegando i vini. L’importante è che non venga con l’idea di tenere una conferenza, non dimentichiamo che si tratta sempre di una serata conviviale, dove il valore aggiunto è dato sì dalla presenza di chi il vino lo fa. Ma senza imposizioni. 

L’esperienza insegna

In questo senso, si può imparare molto da Luciano Rappo, esperto di analisi sensoriale, responsabile del Càvit Tour: «I clienti vengono coinvolti tramite un gioco sul vino e al termine della serata i vincitori ricevono un magnum o un gadget importante. Quando capita che ci siano in sala dei bambini, proponiamo loro piccoli giochi sui profumi dei vini che i loro genitori degusteranno, in modo che non si sentano esclusi dalla serata. Insomma, il nostro approccio è quanto di più lontano dai tecnicismi del vino, cerchiamo di trasmettere un’emozione prima che una nozione, in modo che all’uscita tutti abbiano imparato qualcosa senza rendersene quasi conto».

COMARKETING

Orizzontale e verticale

Le attività di collaborazione per ottenere benefici nell’approccio al proprio mercato di riferimento riguardano iniziative di marketing di tipo diverso, come la negoziazione o la comunicazione.

Si possono distinguere partnership verticali e partnership orizzontali. Nel primo caso si tratta di accordi miranti all’integrazione verticale delle imprese costituenti i vari anelli della catena del valore: dal produttore al distributore al consumatore finale e viceversa (è il caso delle attività che coinvolgono produttori di vino e ristoratori). Le partnership orizzontali coinvolgono invece imprese che si trovano sullo stesso livello della catena del valore.

Le variabili coinvolte dalla cooperazione possono essere relative ad una o più delle 4P del Marketing.

 

Prodotto: nel caso in cui la cooperazione riguardi la creazione di nuovi prodotti o di innovazioni nei prodotti.

Promo-vendita: la promozione dei prodotti, dei servizi e dell’immagine sfruttando eventualmente i reciproci vantaggi competitivi, la messa in comune di alcuni canali commerciali.

Mercato (place): l’acquisizione di nuovi clienti cooperando nella condivisione dell’esperienza e dei clienti.

Prezzo: l’integrazione della gamma di prodotti con altri di differente prezzo e caratteristiche.

 

 

vantaggi

AZIONI

 

per il ristorante

 

per l’azienda partner

 

concordare menu e vini

 

eventuale sconto sui vini

 

creatività e disponibilità dello chef

 

preparare la scheda dell’evento
(vini e abbinamenti)

 

fornitura di vini particolari (vecchie annate non
in commercio, novità)

 

possibilità di vendita
diretta ai clienti intervenuti

 

proporre un prezzo conveniente

 

condivisione della pubblicità (stampa inviti, locandine)

 

 

coinvolgere più
persone possibile

 

ufficio stampa
(coinvolgimento media locali)

 

diffusione della conoscenza del marchio

 

 

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