Scozia in campo a tutela dello Scotch whisky

Forse non tutti i cittadini del Regno Unito che a giugno dello scorso anno hanno votato a favore della Brexit, ovvero per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, ci avevano pensato: abbandonare la casa europea significa anche perdere le protezioni comunitarie a tutela delle eccellenze alimentari. Se ne sono però accorti gli scozzesi, che tra l’altro si erano schierati in grandissima maggioranza per il “remain”, l’opzione per restare nell’Ue, che ora vedono minacciato il loro prodotto simbolo, il whisky, o meglio lo Scotch whisky.

Attualmente, infatti, l’Unione europea protegge lo Scotch whisky rispetto alle vendite di prodotti di standard inferiore, ma la legge comunitaria non si applicherà più al termine dei negoziati, prevista per la primavera del 2019.

Da qui la richiesta avanzata dal segretario all'economia scozzese Keith Brown la Scozia affinché il pregiato prodotto sia regolamentato e tutelato nella legislazione del Regno Unito. Una misura indispensabile dal momento che senza uno specifico regolamento, il whisky sarebbe esposto alla concorrenza di prodotti di minori qualità che potrebbero comunque fregiarsi dell’etichetta, con grave danno per un’industria il cui valore di esportazioni si aggira intorno ai quattro miliardi di sterline (quasi 4,5 miliardi di euro).

Un problema diventato ancora più urgente dopo la visita negli Stati Uniti del segretario al commercio internazionale britannico Liam Fox. In quell’occasione, infatti, secondo quanto spiegato dallo stesso Brown alla stampa, gli americani hanno chiesto un alleggerimento nella definizione dello standard del whisky, per aprire il mercato ad altri prodotti.

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