Scegli il Pos su misura

Gestire –

Dal 30 giugno diventa obbligatorio per tutti. Meglio quindi tramutarlo in un servizio al cliente. I consigli per scegliere i modelli e contenere i costi

Dal 30 giugno sarà obbligatorio garantire ai clienti la possibilità di pagare con bancomat e carte di credito gli importi superiori a 30 euro. Sarà quindi necessario dotarsi di un Pos (Point of sale), il dispositivo che consente di incassare i pagamenti effettuati con le carte.
Quello relativo al Pos è un servizio bancario, per il quale occorre stipulare un contratto. «I sistemi di pagamento elettronici, eseguiti con carte di credito o bancomat, sono gestiti dalle banche o dai circuiti come Mastercard e Visa e dalle loro strutture tecniche, tutte figure autorizzate a gestire la moneta elettronica, garantendo la sicurezza dei dati, il che implica dei costi», spiega Claudio Carli, marketing & communication director di Ingenico Italia, azienda specializzata nella progettazione e nello sviluppo di terminali e sistemi di pagamento elettronico. «Gli operatori bancari applicano commissioni che vanno dallo 0,4% allo 0,8% degli importi nel caso il cliente usi una carta di debito, ovvero il bancomat, per cui la catena di autorizzazione è più leggera. Per la carta di credito invece si parla di commissioni che vanno dall'1,2% al 2,5%, a seconda anche della quantità di denaro transata». A ciò si aggiungono costi fissi per il noleggio del Pos (da 10 a 20-30 euro mensili, a seconda del tipo di terminale). «Le politiche commerciali delle banche sono molto varie: alcune per esempio danno il dispositivo in comodato d'uso gratuito se si fanno tante transazioni - spiega Carli -. Conviene informarsi presso diverse banche, confrontando i costi, senza timore di trattare sulle condizioni del contratto. Inoltre, se si è iscritti a qualche associazione di categoria, è bene verificare se ci sono convenzioni».
Ci sono diversi tipi di dispositivi Pos tra cui scegliere: fisso o cordless, senza fili a batteria, che può essere portato al tavolo. Conviene comunque assicurarsi, soprattutto in una prospettiva futura, che il terminale sia dotato di funzioni contactless (la maggioranza di quelli nuovi le hanno), ovvero che consentono il pagamento semplicemente avvicinando la carta o lo smartphone (se ospita nella sim carte di credito virtuali) al dispositivo.

Nuove soluzioni
«Stanno inoltre nascendo soluzioni di pagamento elettronico nuove. Per esempio il mobile Pos: ovvero un piccolo Pos che viene accoppiato via cavo o bluetooth a smartphone o tablet effettuando poi la transazione - dice l'esperto -. Il vantaggio in questo caso è che è piccolo, portatile e meno costoso». Tra chi lo propone citiamo Payleven, con cui è possibile stipulare un contratto senza passare per banca; in questo caso viene chiesto l'acquisto del mobile Pos a 99 euro, le commissioni sono del 2,75% per transazione, più alte quindi di quelle delle banche, ma con il vantaggio di non avere costi fissi mensili. 

La Check list
Risparmiare
■ Valutare le offerte di più banche relative ai servizi Pos, tenendo presente che le commissioni
e i costi fissi cambiano a seconda della banca e che spesso
è possibile trattare.
■ Se si è iscritti a un'associazione di categoria verificare se ci sono convenzioni con qualche banca.

Guardare al futuro
■ Valutare i diversi tipi di Pos da scegliere: fisso, cordless, Gprs/Gsm o il mobile Pos.
■ Assicurarsi che il Pos sia dotato delle funzioni contactless.

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