Notti e balli sostenibili

Tendenze –

Anche i locali notturni possono contribuire alla salvaguardia del nostro pianeta. Il progetto Green Night, sostenuto dalla regione Emilia Romagna, ne è un esempio con un protocollo che prevede interventi infrastrutturali e gestionali

Alivello internazionale la cultura del clubbing aveva già espresso, negli anni Novanta, una tensione verde ed ecologista, sostenendo che la musica dance potesse diventare un pretesto per un'autentica “immersione totale” nella natura. Piuttosto che ballare, quindi, tra le fredde pareti di una discoteca metropolitana bisognava spingersi nelle radure dei boschi, nelle vallate alpine, per ristabilire una relazione vitale e, soprattutto, rispettosa con l'ecosistema. Così è stato per festival di culto come l'inglese “Big Chill”, tra i primi grandi eventi a combinare ritmi dance con la campagna e il contatto con la natura. Adesso, questo desiderio di vivere la notte in maniera “sostenibile” è sbarcata anche in alcuni locali italiani.

Dalla fase di start up al lancio nazionale

Un modello, in questo senso, è il progetto Green Night che vuole coinvolgere i locali notturni in un processo per rendere più eco sostenibili le loro attività. Promosso dal Centro Antartide di Bologna con la collaborazione di Legambiente Reggio Emilia, Wwf Rimini, Coop Il Millepiedi e il sostegno della regione Emilia-Romagna, coinvolge i locali notturni nel proporre stili di vita più sani e sostenibili, coniugando interventi tecnici con azioni di comunicazione. Si tratta, in genere, di interventi infrastrutturali e gestionali sul locale, volti a ridurre la quantità di risorse consumate: dall'energia elettrica utilizzata al sistema di illuminazione, dai bicchieri in cui sono serviti cocktail e bevande ai prodotti alimentari consumati, dallo smaltimento dei rifiuti al trasporto dei clienti, dall'uso dell'acqua nei bagni fino alla cura della salute degli “utenti”.
I locali che hanno scelto di scommettere su questa riconversione “dolce” sono per adesso tre: il Fuori Orario di Taneto di Gattatico (Re), il Locomotiv Club di Bologna e il Velvet di Rimini. Si tratta di spazi polifunzionali dove il cuore dell'offerta di intrattenimento non è solo la discoteca, ma anche una vasta programmazione di concerti e spettacoli dal vivo. «Siamo ancora in una fase di start up del progetto - spiega Marco Pollastri, responsabile del progetto Green Night e vicepresidente del Centro Antardide - in cui abbiamo preso contatto con la realtà dei locali notturni e, soprattutto, con i loro bisogni. Ora, dopo questa fase di rodaggio che ha coinvolto tre locali in Emilia Romagna, stiamo sviluppando il progetto a livello nazionale».
L'idea vincente sta nel replicare anche in Italia l'esperienza del “Green clubbing”: reti di locali, sorte soprattutto in Olanda e nel Regno Unito, che hanno fatto della sostenibilità una vera e propria mission. «Esatto - replica Pollastri - stiamo raccogliendo manifestazioni di interesse tra le associazioni di categoria e le diverse aziende che operano nei settori della sostenibilità ambientale e che possono diventare sponsor del progetto».
A livello operativo, al progetto si può aderire, sottoscrivendo un protocollo (una copia del documento è scaricabile direttamente dal sito www.greennight.it) che offre diversi gradi di collaborazione, legati alle diverse tipologie di interventi da effettuare. Primo passo, è l'audit ambientale che i consulenti di Green Night effettuano per mettere a punto un percorso di conversione personalizzato per ciascun contesto e organizzato per step. «Si tratta di uno schema molto flessibile - aggiunge Pollastri - in quanto Green Night non è un marchio di certificazione tradizionale. Il nostro obiettivo è quello di accompagnare i locali notturni in un cammino verso la sostenibilità. Partendo, magari, da interventi che sono praticamente a costo zero per il gestore. Pensiamo all'installazione di lampade a basso consumo, alla raccolta differenziata o all'impiego dei riduttori di flusso per i rubinetti o di scarichi a doppio tasto per i bagni. Esistono poi realtà che hanno realizzato interventi di livello superiore come il Fuori Orario, che ha sviluppato autonomamente un impianto fotovoltaico sul proprio tetto o organizzato un servizio navetta gratuito che collega il locale all'Università di Parma. In questo caso, il nostro apporto è stato quello di valorizzare tali soluzioni e di inserirle in un contesto di continuo miglioramento». Tra gli obiettivi di Green Night anche quello di realizzare, una volta raggiunta una scala di adesioni sufficiente, una sorta di gruppo d'acquisto per prodotti “green”.

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