Notti burlone

Intrattenimento –

Il Burlesque, anche detto strip tease, attraversa un momento d’oro. Non succedeva dagli anni ’50. Alcuni locali italiani hanno costruito il loro successo su questo show. E a Bargiornale spiegano come

Dita Von Teese, con le sue evoluzioni in una grande coppa di Champagne, è stata la prima. I suoi ingredienti, in fondo semplici, hanno trasformato la fisionomia di molti spazi arricchendoli di un tocco di esotismo, di musica lounge e di ironiche rappresentazioni di strip tease. Stiamo parlando del Burlesque, un'antica formula di cabaret erotico e mai volgare, con tanto di maestro cerimoniere con cilindro e signorine in déshabillé. Una formula di spettacolo, che non dispiace anche ai benpensanti, sdoganata dall'Inghilterra all'Italia. A rendere famoso il Burlesque nel nostro Paese ci si è messo per primo il Summer Jamboree di Senigallia, grande festival estivo della musica e cultura americana anni '40 e '50. Poi è arrivata la consacrazione televisiva con l'esibizione di Dita Von Teese all'ultimo Festival di Sanremo. Per molti locali serali questa formula di show è diventata l'attività di intrattenimento principale, spesso affiancata da piccoli eventi di contorno come mercatini di abiti e lingerie vintage. Come succede al Micca Club di Roma, una delle “case” del Burlesque in Italia. Qui, addirittura, a questa forma surreale di strip sono dedicati alcuni workshop, con corsi intensivi per il pubblico, al termine dei quali le corsiste provano dal vivo le competenze acquisite. Un'attività raccolta sotto la sigla “Accademia dell'Arte Burlesque”.

Lezioni di strip tease all'Accademia del Micca Club

«Ogni anno - spiega Alessando Casella, direttore artistico del Micca Club - offriamo l'opportunità a dodici ragazze di diventare delle professioniste del Burlesque». E, finito il corso, fioccano le richieste non solo da parte di club che vogliono una “Burlesque night”, ma anche di ristoranti, aziende e fiere. Sono sufficienti 400 euro per mettere in scena una festa sul tema con due piccole rappresentazioni. Ne occorrono mille per un evento più importante, che ospiti anche artisti internazionali». Intorno al fenomeno sono nate agenzie specializzate come la Voodoo De Luxe di Virgil Riccomi, che, oltre a gestire in proprio serate burlesque a Milano (nella vecchia balera Apollo Dancing), si occupa di promuovere in tutta Italia i suoi spettacoli. I costi organizzativi viaggiano sulle stesse cifre. Con 500 euro si può dare al proprio spazio un tocco di esotismo burlesque. Meglio se con l'aggiunta di una live band. In questo caso, ovviamente, il cachet è più oneroso. Un impulso decisivo alla diffusione del Burlesque in Italia è arrivato dai gruppi della cosiddetta Cocktail Music. A cominciare dai gemelli romagnoli Montefiori Cocktail, maestri contemporanei del genere e famosi anche in Russia dove suonano alle feste di magnati dell'industria. Il duo romagnolo propone pacchetti Burlesque “tutto compreso”, con musica dal vivo e una spogliarellista. Le loro esibizioni si svolgono sia in discoteche classiche (come il Paradiso di Rimini), sia nei festival. Altra esperienza di successo è quella del Connie Douglas, locale milanese strutturato come l'abitazione di una diva hollywoodiana d'altri tempi. La location sembra fatta su misura per lo show. Gli interni sono ispirati allo stile modernista americano degli anni '50, quello teorizzato da creativi come Koenig e Soriano, con arredi realizzati basandosi su disegni e fotografie d'epoca. Un contesto ideale per proporre il Burlesque e che ha contruibuito al successo del locale. Lo scorso inverno gli spettacoli del Connie Douglas hanno registrato il tutto esaurito, spingendo gli organizzatori a raddoppiare l'appuntamento mensile.

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