Non decolla il mercato beverage nella prima parte dell’anno

Stenta a mettere le ali il mercato del fuoricasa. Il report realizzato dalla società di ricerche Formind incrociando i dati di consumo, raccolti nei singoli punti vendita con lo strumento Mindforhoreca, e le preferenze dei consumatori, monitorate attraverso le indagini de La Piramide dei Consumi, registrano infatti per la prima parte dell’anno (da gennaio al 31 marzo) un livello dei consumi di bevande sostanzialmente in linea con quello dei primi 5 mesi del 2016.

Eppure non tutto il male viene per nuocere. L’anno si era infatti aperto con un clamoroso tonfo, una contrazione delle vendite, a volume, di oltre il 3% rispetto al gennaio precedente. Una caduta che è stata gradualmente recuperata, è questo il dato positivo, nei mesi successivi, fino ad arrivare alla parità a maggio. Altro dato positivo, l’andamento del valore del mercato assestatosi ben presto, a partire da marzo, a +2% e rimasto costante anche in seguito, recuperando così l’inflazione che ritorna ad affacciarsi.

Sono diverse le cause individuate dalla società di ricerca a spiegare il perché di questo andamento non particolarmente performante. La principale è un nuovo modo di porsi del consumatore, più consapevole e attento, disponibile a spendere di più a fronte di una maggiore qualità e servizio, ma lontano dagli eccessi e dagli sprechi. «Un consumatore più prudente – spiega Andrea Messina, analista di Formind a bargiornale.it -. Aumenta se può il numero di uscite settimanali, ma lascia inalterato il budget. A questo poi si aggiunge l’andamento climatico non particolarmente favorevole dei primi mesi che di certo ha rappresentato un’ulteriore freno ai consumi».

Sud e bar in difficoltà

All’interno di tale quadro generale, poi, vi sono ben definite differenze nell’andamento dei sottocanali e delle diverse aree geografiche. Per quanto riguarda il primo, a fronte della performance positiva di ristoranti e pizzerie, si registra una frenata dei consumi di bevande nel canale bar (positivo però l’andamento del bar notturno) e dell’intrattenimento (discoteche). Simile la situazione a livello geografico, con Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Lazio che fanno da volano in un panorama che vede il resto del paese in difficoltà. Difficoltà che interessano in particolare l’intero Meridione, dove il mercato beverage è stato in calo su tutti i fronti. Stabile, invece, rispetto allo scorso anno la situazione al Centro, mentre l’unica area in crescita è quella del nord della Penisola.

Infine, per ciò che riguarda i prodotti, crescono su scala nazionale, i consumi di acqua minerale, spirits e vino, mentre diminuiscono quelli di succhi di frutta, bibite, energy drink, aperitivi e tè, e restano stabili quelli della birra.

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