Bullshot secondo Martini

Ricetta base presentata alla tappa Baritalia tenuta il 13 giugno 2016 al Palazzo del Ghiaccio di Milano.

Per oltre un ventennio è stato il drink ufficiale del jet set mondiale. Ha spopolato su entrambe le sponde dell’Atlantico, sorseggiato dalle persone più influenti e ricche del pianeta, che anche attraverso l’eccentricità di questo cocktail riflettevano tutta la distanza che c’era tra loro e il resto del mondo.

Parliamo del Bullshot, un drink per chi di cocktail la sa lunga, ha un palato ormai ben definito e sa apprezzare sapori fuori dal normale, senza impressionarsi, ma anche un drink che una volta provato è difficile da dimenticare. Eppure la sua peculiarità, l’unione di vodka e brodo di manzo, in fondo non è una novità assoluta. A scavare bene, come emerso dalla ricerca del team Martini presentata dal maestro di cerimonia Mauro Lotti, come molte altre preparazioni che riscuotono successo presso un pubblico d’élite, trova antecedenti nella cultura popolare. In questo caso nell’usanza molto comune in passato, in particolare nelle zone del Nord Est d’Italia, di aggiungere al brodo del vino rosso (in Romagna, Sangiovese e Lambrusco) per poi sorbirlo a colazione.

Ed è proprio da questa tradizione che hanno preso le mosse le rivisitazioni presentate dai barteder, aggiungendo alla struttura del drink, l’elemento della cultura popolare, ma sotto forma dei prodotti Martini.

Si comincia con Bullshot Twist al Martini Rosso presentato da Elena Delmagno, dove il protagonista è appunto il primo prodotto della casa torinese, il Martini Rosso, realizzato nel 1863. Il passaggio successivo è il Bloodybull Twist al Martini Bianco, di Rachele Giglioni, dove gli elementi caratterizzanti sono il Martini Bianco, creato nel 1910, scelta che ha voluto celebrare anche l’affermazione delle donne nel campo del bartenting (il Martini Bianco è particolarmente apprezzato dalle consumatrici), e il succo di pomodoro, a richiamare il Bloody Mary, che alcuni considerano un po’ il papà, o meglio la mamma, del Bullshot.

Infine, un tocco di contemporaneità, con Bullshot Twist al Martini Rosato, dato dal gusto moderno del Martini Rosato proposto da… E qui c’è il colpo di scena, perché è il maestro Mauro Lotti, con sessant’anni di splendida carriera alle spalle, che evidentemente al fascino del bancone non sa proprio resistere, a mettersi all’opera, scalzando il giovane Daniele Pons.

Per accompagnare i twist la squadra ha scelto come side un classico dell’alta cucina, un Royal angelettes impérial fatto con caviale, panna acida, brodo, colla di pesce e riduzione di Martini Dry.

La storia del cocktail

Generalmente si ritiene sia nato all’inizio degli anni Cinquanta negli Stati Uniti, come variante del Bloody Mary, rispetto al quale mantiene gli ingredienti, eccetto il succo di pomodoro, sostituito da un consommé di manzo, elemento che ne fa un cocktail eccentrico. Il dato certo, però, è che fino a tutti gli anni Settanta il Bullshot ha imperversato soprattutto tra le élites e le celebrità, basti pensare che tra i suoi consumatori affezionati si annoverano personaggi del calibro di Henry Kissinger, o star del cinema come Richard Chamberlain e Malcolm McDowell. Da questa parte dell’Atlantico era servito nei bar delle grandi strutture alberghiere di montagna frequentate dai mitici armatori greci, industriali, insomma dal bel mondo. Consumato sia caldo, durante l’inverno, come aperitivo o per accompagnare il pranzo, sia freddo, ottimo da bere al mattino come ricostituente dopo una nottata di eccessi, è andato un po’ in declino a partire dagli anni Ottanta.

La ricetta del Bullshot secondo Martini

Ingredienti

4 cl Brodo di Manzo Star

3 cl Vodka Grey Goose

2 cl Martini Rosso

gocce di Tabasco e di limone

pepe nero macinato

Preparazione

Direttamente nel bicchiere tumbler con ghiaccio, pepe nero macinato in superficie.

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