L’industria ceramica punta su design e ambiente

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Diminuisce il mercato nazionale, cresce l’export con il supporto del marchio “Ceramics of Italy”. Queste le tendenze registrate dall’assemblea di Confindustria Ceramica, riunita nei giorni scorsi a Sassuolo (Mo), in una zona particolarmente colpita dal recente terremoto.

bargiornale ConfCeramica Manfredini

Nel quartier generale di Sassuolo (Modena) l’assemblea 2012 di Confindustria Ceramica ha delineato un quadro complessivamente positivo per il comparto, con una serie di dati sottolineati dal presidente Franco Manfredini (nella foto). Sono 273 le industrie italiane di piastrelle, sanitari, stoviglie e materiali refrattari che nel 2011 hanno fatturato 6,66 miliardi di euro complessivi, con un export dell’84%, avvalendosi di 37mila addetti alla produzione. Nel primo settore, del quale fanno parte anche 20 gruppi ceramici italiani con produzioni localizzate in paesi esteri, il mercato interno è calato (-7,3%), mentre all’estero si registra una crescita del +3,13%; il fatturato globale è di 4,71 miliardi, in espansione (+1,86%) grazie all’export. Una tendenza confermata dai dati del primo trimestre 2012 che, a fronte di segnali di rallentamento dell’economia europea, hanno registrato crescite nell’area del Golfo, in Russia, negli Stati Uniti e in Asia. Il prodotto italiano offre una gamma vastissima di possibilità e varianti garantite con il marchio “Ceramics of Italy”. Accanto al design, il settore pone particolare attenzione a soluzioni produttive a ridotto impatto ambientale, anche se preoccupazione è stata espressa per il costo dell’energia, con un gap competitivo del 30% rispetto ai competitor europei. Infine, con un minuto di silenzio l’assemblea ha ricordato le vittime del terremoto in Emilia, una zona in cui l’industria ceramica è da sempre particolarmente presente con una decina di stabilimenti che hanno accusato un danno stimato in 110 milioni di euro e la perdita di due operai rimasti sotto le macerie.

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