L’aperitivo all’italiana piace da Milano a Roma

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Un’indagine svolta per conto di Attems, gruppo Frescobaldi, svela i retroscena dell’happy hour nelle due città. Ecco i gusti e le preferenze degli italiani in fatto di bevande e appetizer

Aperitivi e happy hour per molti locali italiani rappresentano una delle prime voci di bilancio. Al loro buon funzionamento concorrono ovviamente molti fattori. Da cocktail, long drink e vini alla qualità di snack e appetizer proposti in accompagnamento, dal design del locale al prezzo di una serata di happy hour. Ottenere il giusto mix tra queste diverse componenti significa raggiungere il successo, ovvero vendere e guadagnare bene.
Sondare questo momento è lo scopo di una recente ricerca condotta dall'Istituto Piepoli per conto dell'azienda vinicola Attems (Gruppo Frescobaldi) che, grazie a un campione di intervistati rappresentativo della popolazione compresa tra i 18 e i 49 anni di Milano e Roma (le due città dove più forte è il fenomeno dell'happy hour), ha delineato un quadro complesso e interessante dell'ora dell'aperitivo.

Un popolo numeroso
Tanto per cominciare sì è quantificato il popolo degli aficionados di cocktail, long drink e vino al momento dell'happy hour. Un popolo composto da circa 301mila persone a Milano (il 54% dei cittadini nella fascia d'età tra i 18 e i 49 anni) e ben 687mila persone a Roma (il 58% del totale). Da sottolineare anche che, complessivamente, sono più gli uomini a frequentare i locali da aperitivo (62% degli intervistati) che le donne (ferme al 51%). Interessante anche notare che, suddividendo gli intervistati in fasce d'eta più precise, sono soprattutto i più giovani ad amare il pre cena fuori casa: il 77% dei 18-29enni ha consumato un aperitivo nell'ultimo mese, contro il 58% dei 30-39enni e il 39% dei 40-49enni.

Piace per socializzare e rilassarsi
L'happy hour piace perché, così hanno risposto gli intervistati durante la ricerca, “rappresenta un occasione di socialità” (per il 60% del campione), “è un momento di relax” (39%), “rappresenta l'inizio della serata” (10%). Solo il 7% afferma di usare l'aperitivo per “sostituire la cena”, sfatando così il mito dell'abbuffata a buon mercato. Ma attenzione, perché se anche l'accompagnamento gastronomico non deve sostituire la cena, ben il 20% degli italiani sostiene di scegliere il locale dove consumare il proprio happy hour soprattutto in base alla qualità del cibo. Insomma, non è un fattore da sottovalutare. Naturalmente, il primo motivo di scelta è la qualità dell'aperitivo stesso (lo afferma un cliente su due), mentre il fascino del locale è fondamentale per il 31% degli inervistati. Il prezzo? Solo il 5% dei clienti basa la propria scelta su questo fattore. D'altra parte, sembrano pensare gli italiani, l'aperitivo non è un obbligo e non vale proprio la pena spendere poco e trattarsi male.
Tre le tipologie di bevande che prevalgono su tutte le altre al momento dell'ordine: cocktail, vini bianchi mossi e soft drink, come si nota nel grafico qui sopra. Interessante però notare anche che ben il 79% degli intervistati ha risposto che la qualità e l'italianità dei prodotti consumati durante gli aperitivi è per lui molto o abbastanza importante. Un'indicazione da tenere presente quando ci si appresta a pensare all'offerta del proprio happy hour.

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