La Cina investe sui budget hotel

Turismo –

Il settore albeghiero cinese è in rapida crescita, non solo a favore delle grandi strutture, ma anche nel prosperoso segmento budget

Chi viaggiava per lavoro in Cina, fino a dieci ani fa non aveva molte possibilità di scelta. Fu salutata, quindi, con grande soddisfazione l'apertura a Shanghai nel 1997 dei primi budget hotel, strutture confortevoli, accoglienti, economiche, pulite, con una classificazione da una a tre stelle. China Hotel Association afferma che oggi sono un migliaio i budget hotel, con un coefficiente d'occupazione che va dall'85 al 96%, contro un coeficiente del 50% di buona parte delle strutture a due stelle, a un costo per notte di 138-198 renminbi (13-18 euro), cioè dal 15% al 30% in meno degli hotel a 3 stelle.

Le catene cinesi e straniere
La prima catena di alberghi economici in Cina, Meilongzhen Jinjiang Inn, facente capo al gruppo Jinjiang International Hotels, alla fine del 2006 aveva 139 strutture operative ed ha pianificato di raddoppiare il numero delle unità nei prossimi tre anni. Nei primi mesi del 2007, la percentuale di riempimento ha sfiorato il 97%. Questa catena ha compreso, fra le prime, l'ascesa del turismo cinese al di fuori del paese, annunciando l'apertura di una struttura in Russia, a San Pietroburgo. Home Inns è una società che possiede 134 hotel operativi in 39 città della Cina, oltre a 48 strutture in gestione. Al terzo posto, nel segmento budget, c'è la catena di Shanghai Hotel, che da 6.926 stanze prevede di raggiungere presto le 13mila.

Non solo imprenditori cinesi stanno sviluppando questo mercato. L'americana Super 8, duemila motel nel mondo, è sbarcata in Cina nel 2004 con 30 hotel e pianificando l'apertura di altri 68. Accor prevede 50 hotel Ibis entro il 2008. Oltre ai colossi mondiali, ci sono anche imprenditori a carattere regionale interessati al segmento, come 7Days Inn a Guangzhou e Jin'n Inn a Nanjing. Le previsioni per i budget hotel sono molto buone, anche perché rappresentano solo il 2-3% dell'offerta complessiva, contro il 70% dell'Europa e degli Stati Uniti.

Olimpiadi e turismo
Le Olimpiadi di Pechino e il World Expo di Shanghai nel 2010, contribuiscono a spingere il mercato. Per i Giochi, Pechino prevede di ricevere 4,63 milioni di turisti. Il villaggio olimpico dispone anche di 253 hotel non stellati per gli spettatori. Questo numero crescerà nel 2008 fino a 1000 per 50mila camere. Oggi Pechino conta 658 hotels “stellati” per un totale di 109mila camere; per i Giochi dovrebbe arrivare a circa 800 hotel (di cui 37 saranno a cinque stelle e 83 a quattro) per 130 mila camere. Gli altri alberghi sono 4000.

L'Organizzazione Mondiale del Turismo sostiene che dal 2020 la Cina avrà l'8% del turismo planetario, la quota maggiore rispetto a qualsiasi altro paese. I rischi legati a questo settore sono dovuti al mantenimento della qualità tipica del comparto, con conseguente controllo dei costi: infatti le barriere all'entrata sono molto basse, e il mercato è in crescita. Ciò potrebbe spingere operatori senza sufficiente copertura finanziaria ad aprire unità con offerte ancora più basse delle maggiori catene, a scapito della filosofia che definisce i budget hotel. Altri ostacoli allo sviluppo del mercato, sono soprattutto i costi delle aree edificabili destinate a nuove strutture. Gli investitori indipendenti sono svantaggiati rispetto alle catene perché non possono acquistare, ma solo affittare i terreni, con conseguente lievitazione dei costi di gestione.

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