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L'anima slow del bar rivive con un libro

Attività

L'anima slow del bar rivive con un libro

Ritorna a settembre “Leggevamo Quattro Libri Al Bar”: iniziativa di portata nazionale che valorizza il ruolo sociale dei pubblici esercizi

Claudio Bonomi

19 Luglio 2010

C'erano una volta i bar con tanto di campo di bocce (anche in piena città) o con ampi spazi dedicati al gioco delle carte o del biliardo. Allora il bar era un vero e proprio dopolavoro e luogo di riunione e di aggregazione sociale per tutto il quartiere. Insomma, molto di più di un semplice luogo di consumo. Oggi, spesso tra l'indifferenza delle amministrazioni locali, questa tipologia di esercizi è quasi del tutto scomparsa almeno nelle grandi città. Soppiantata da banche o da spazi “mordi e fuggi” come take away o fast food. Ebbene, forse non tutto è perduto. C'è infatti chi si batte per il ritorno dello spirito partecipativo che animava i bar del passato. Si tratta dell'onlus L'Arte del Vivere con Lentezza che il prossimo settembre (dal 22 al 30) rinnova l'appuntamento “Leggevamo Quattro Libri al Bar”, iniziativa di lettura a voce alta, organizzata nei pubblici esercizi. «Siamo giunti alla quarta edizione di un evento - spiega Bruno Contigiani, presidente dell'associazione - che cresce di anno in anno sia in termini di partecipanti, sia nel numero dei locali coinvolti. La proposta in fondo è semplice: si tratta di mettere in campo la propria creatività organizzando incontri di lettura che non sono mai dei monologhi, ma veri e propri reading collettivi. L'obiettivo è infatti quello di offrire alle persone la possibilità di incontrarsi e di svelarsi attraverso la letteratura. Senza contare che grazie a questi meeting, dove gli autori operano più come tutor che come promoter editoriali, si riscopre il valore sociale del bar come punto di riferimento della comunità».
Si conquistano nuovi clienti
L'iniziativa che ha già coinvolto oltre 400 bar di tutta Italia e circa 20mila partecipanti risulta molto gradita anche dai gestori. «La risposta è quasi sempre positiva - precisa Contigiani - anche perché, grazie alla distribuzione di inviti o locandine e alla pubblicità sui giornali, i locali godono di una forte visibilità mediatica. Inoltre, in molti casi gli esercizi si sono trasformati in club letterari e hanno allargato la loro clientela». Senza dimenticare che grazie a un libro il bar può tornare, anche solo per un'ora, a essere un laboratorio culturale al servizio della collettività.

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