Il miele che fa bene ai cocktail

concorsi –

Il teatro del Comune di Bagnone ha ospitato la terza edizione de il Miele in Cucina (e nei cocktail), concorso rivolto agli studenti degli istituti alberghieri. Il podio è tutto in rosa

La Lunigiana è stato il primo territorio italiano a ottenere un riconoscimento Dop per il miele. Anzi per due: quello di castagno e quello di acacia. Lo sa e ne va orgogliosa. L’auspicio è che il miele della Lunigiana sia l’apripista in un Paese che vanta sessanta varietà, alcune uniche al mondo. Questo habitat toscano è stata la cornice naturale per ospitare la terza edizione de “Il Miele in Cucina”, concorso nazionale gastronomico rivolto agli istituti alberghieri che punta a promuovere l’uso dei prodotti della nutrita mieloteca italiana nei piatti (quest’anno il tema erano le carni rosse e nere) e nei cocktail. Alla manifestazione promossa da Le Città del Miele e andata in scena al Teatro di Bagnone (Ms) hanno partecipato gli alunni finalisti di cinque istituti alberghieri di tutta Italia: Marina di Massa, Soverato (Calabria), Genova e Torino. Tutti gli aspiranti barman, senza distinzione, hanno puntato sul miele d’arancio (vedi il ricettario ufficiale). Certamente la specialità più facile da lavorare rispetto al castagno e all’eucalipto, gli altri mieli previsti dal regolamento del concorso. Il podio, per una volta, è tutto al femminile. L’ape regina del concorso di cocktail è Linda Trenta dell’Istituto Alberghiero “Marco Polo’” di Genova con l’after dinner Melit: 3 cl di honey sour, 2 cl miele d’arancio, 1 cl di succo di lime, 3 cl Absolut vodka e 1 cl De Kuyper Peach Tree. Semplice, senza orpelli, equilibrato, come sempre dovrebbe essere un buon drink. Certo, un po’ dolce per il palato esperto, ma certamente più vicina ai gusti dei più giovani. Anche in cucina ha trionfato una giovane studentessa. Si tratta di Sveva Contini dell’Istituto Alberghiero Regionale di Châtillon che ha presentato la ricetta "Suprema di fagiano farcita al miele di melata”.

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