Il design si fa largo dai cibi ai locali

Tendenze –

Cresce l’attenzione verso lo studio di forme capaci di valorizzare i prodotti enogastronomici. Ma occorre integrare in un progetto coerente tutte le componenti dell’offerta. Anche in un locale

Per il cibo, uno dei più importanti ingredienti del futuro sarà il design: ne è convinta Luisa Bocchietto, presidente di Adi, l'Associazione per il design industriale, che da oltre vent'anni assegna il premio “Compasso d'oro”, massimo riconoscimento nazionale nel campo del design. Il prossimo Compasso d'oro potrebbe andare a un... alimento.
Il “food design”, infatti, è entrato da quest'anno a pieno titolo tra le categorie che compongono il premio. «Negli ultimi anni - spiega Bocchietto - c'è stata una crescente attenzione verso le forme, le dimensioni, le caratteristiche del packaging dei prodotti alimentari: un fenomeno cominciato con le etichette del vino e proseguito con le forme delle bottiglie e quelle del cioccolato. Queste ultime, non a caso, sono le protagoniste della sezione “Food design” dell'Adi Design Index 2009».
Il design applicato al cibo, lavorando sul miglioramento della forma e del suo aspetto visivo, è stato certamente in grado di aggiungere valore al prodotto.
Per Bocchietto i tempi sono maturi per un ulteriore salto di qualità: «Il design può diventare una leva strategica per lo sviluppo di un prodotto o anche di un'azienda, arrivando a valorizzare le eccellenze di un determinato territorio. Il solo design di prodotto non è più sufficiente: occorre creare un progetto complessivo, che comprenda il prodotto, l'etichetta, il packaging, la comunicazione visiva. Tutte queste componenti vanno meglio armonizzate e integrate le une con le altre. Oggi, al contrario, troppo spesso si assiste a casi di aziende che fanno una splendida cantina e non rifanno l'etichetta. O, per venire ai locali, c'è chi magari offre cibo di grande qualità ma lo serve in un ambiente non all'altezza del tipo di offerta che propone».
Una lezione, quest'ultima, di grande interesse anche per i locali: «Troppo spesso - continua Bocchietto - manca la consapevolezza di dover fare un progetto coordinato. Ogni singolo elemento che compone l'offerta deve essere oggetto di una scelta consapevole: la qualità del cibo deve essere il punto di partenza attorno al quale costruire l'intera proposta. Partendo dal modo di presentare i piatti, per passare alla forma dei piatti e delle posate, alla grafica del menu e della comunicazione, all'interior design del locale, è la strada obbligata per cercare di fornire un prodotto sempre più sofisticato e all'avanguardia».

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