Il benessere entra nei bar

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Dare un accento di benessere alla proposta non è cosa difficile. Per cominciare si può creare spazio nel menu a prodotti funzionali. Ma anche il clima giusto può contribuire al relax degli ospiti.

A livello mondiale il settore a miglior tasso di crescita di tutto l'universo del tempo libero. E l'Italia non fa eccezione: qui da noi, il benessere fa girare circa 10 miliardi di euro di business. E sta evolvendo rapidamente: se fino a pochi anni era sinonimo di terme o beauty farm esotiche, oggi è un universo alla portata di tutti, fatto di destinazioni fuoriporta e templi cittadini del benessere. Ma soprattutto la ricerca dello star bene è diventato un prezzemolino che si inserisce ovunque: dalla cucina all'ambiente. È evidente che nemmeno al bar si può rimanere insensibili a questa nuova tendenza.
Come può un bar soddisfare l'esigenza sempre più sentita di benessere? Per la paletta dei colori ci sono molte scelte: quelli caldi hanno un effetto eccitante perché accelerano la frequenza cardiaca e l'attività respiratoria, mentre quelli freddi risultano rilassanti e distensivi. In particolare l'abbinamento blu/verde rimanda a un relax naturale e sensoriale, mentre i colori neutri creano un'atmosfera più rarefatta e mentale, come si nota al Panta Rei di Capri, uno spazio multifunzionale incentrato sulla volontà di creare sensazioni ed emozioni. Individuare il codice colore giusto per il proprio locale è quindi molto importante, perché quelli visivi sono i primi stimoli che gli uomini colgono. Fatto questo passo, ci vuole coerenza con tutti gli elementi che compongono l'ambiente: le luci, che devono essere morbide e avvolgenti; la climatizzazione mai scioccante o troppo spinta, la disposizione degli arredi, che va fatta con equilibrio evitando il troppo vuoto (che crea smarrimento) o il troppo pieno (che provoca ansia).
Quindi luci soft, atmosfera rilassata, tavolini ben distanziati e un servizio cortese ma discreto. E poi la musica giusta, bassa, da adattare ai vari momenti del giorno, ma comunque scelta con intelligenza e con la capacità di miscelare suoni e generi diversi (non la solita bossa nova o i mix da lounge bar) per evitare quell'effetto tipo sottofondo da ascensore che banalizza immediatamente qualsiasi locale. Ma anche all'opposto la musica a palla che disorienta. Così il nuovo Lounge Aperitif Fantini Club di Cervia ha puntato su una ricercata musica di sottofondo selezionata dai migliori dj e su live show d'atmosfera.
Infine, per chi ha spazio e vuole dare una forte connotazione al proprio locale facendone un vero e proprio bar benessere ci sono attrezzature dedicate, come le postazioni che erogano ossigeno aromatizzato, dall'effetto rigenerante, come succede all'Oxy bar di Padova, o come la camera anecoica, una stanza a zero decibel, dove i clienti possono meditare in silenzio rannicchiati in comode poltrone, come succede alle terme di Chianciano. Tutto ciò va di pari passo con quello che oggi i consumatori chiedono più insistemente: spremute e succhi di frutta fresca, smoothies e tisane, caffè con ginseng e orzo in tazza, cocktail analcolici e bevande funzionali.
Diciamolo, negli ultimi anni l'offerta di prodotti salutistici al bar si è notevolmente ampliata. Ma su questo fronte si può ancora fare molto per innovare e osare di più in chiave beauty&relax. La prima mossa consiste nel ripensare l'offerta articolandola in funzione del “contenuto benessere” di bevande e alimenti. Facciamo un esempio con un prodotto che si trova in ogni bar: il succo di ananas. Se lo prendiamo in se e per se è quasi un prodotto banale, ma se lo consideriamo dal punto di vista nutrizionale diventa un prezioso concentrato di bromelina, un enzima che favorisce la digestione delle proteine, ricco di un tessuto di vitamine. Quindi perché non indicarne questa proprietà nel menu oppure proporlo in abbinamento a panini e piatti che contengano salumi e formaggi, dalla bresaola alla fontina? Oppure prendiamo il vino rosso. Che sia ricco di antiossidanti ormai lo sappiamo, ma quanti finora hanno usato questo argomento per proporlo, al bicchiere, come “integratore antietà” di un pranzo veloce, com'è stato fatto in molti wine bar di Bologna in concomitanza con la fiera della comestica e del benessere Cosmoprof.
Altri prodotti su cui si sta incentrando l'attenzione dei nutrizionisti e che possono essere presentati in chiave benessere sono il cranberry (che svolge un'azione protettiva sulle cellule cerebrali), il tè verde (che combatte l'invecchiamento delle cellule) e la melagrana, un perfetto integratore naturale dall'effetto antiossidante, depurativo e rimineralizzante. Sono prodotti ancora non così diffusi nei bar e quindi rappresentano un'estensione del mercato. In questo senso si può anche valutare l'opportunità di creare un menu benessere ad hoc, dove raccogliere tutti i prodotti a spiccato valore nutrizionale enfatizzandone le caratteristiche funzionali e anche l'aspetto innovativo. Un modo alternativo per comunicare alla clientela la capacità del locale di essere sempre “connesso” con quello che di nuovo si muove nel mondo.
Un altro spunto di attualità che si intreccia con la ricerca del benessere è il tema delle allergie alimentari, in continua crescita o comunque percepite come un problema da molti italiani. Non è un tema che riguarda solo i ristoranti o i locali specializzati, ma che si riflette anche nella scelta dei bar da frequentare. Facciamo un esempio: il prosciutto cotto, un classico dei panini. Perché non fare attenzione ai fornitori e predisporre anche un cotto privo di lattosio o polifosfati, comunicandolo sul menu in modo da conquistare allergici o intolleranti a queste sostanze? È solo un semplice punto di partenza, per capire come resti molto da fare nei bar italiani per costruire un'offerta capace di leggere realtà e tendenze. Così come in passato era d'obbligo per un bravo barista avere almeno una proposta per i vegetariani, oggi teniamo conto degli allergici al lattosio, alla caseina e al glutine.
E poi c'è il discorso calorie: anche avvalendosi delle tabelle nutrizionali ufficiali pubblicate su internet, si possono calcolare le calorie di piatti e panini e indicarle nel menu, segmentandolo in funzione dell'energia. Ad esempio, creando il gruppo dei panini light o di quelli classici alleggeriti, magari semplicemente usando al posto degli ingredienti necessari ma calorici per la linea (come la maionese) la loro versione light come fa il nuovo risto wellness bar di Red Pepper a Bordighera. Oppure si possono costruire proposte speciali per clienti “muscolari”, con menu incentrati sulle proteine (anche nei primi piatti) come fa il Punto K bar di Medicina (Bo). Facendo un passo in più, ci si può avvalere di esperti naturopati che suggeriscano alimenti e abbinamenti per ottenere un menu sano ed equilibrato, come avviene al caffè della beauty Spa Mirage di Napoli. Ma tutti gli sforzi del mondo che un gestore può fare per rendere “wellness oriented” il suo locale, purtroppo, da soli possono non bastare. O meglio: possono funzionare sulla clientela già acquisita, ma hanno un impatto minore sulla conquista di nuovi clienti. In questo caso si può puntare sull'appeal degli eventi. Un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti: dai festival alle kermesse alle mostre, gli italiani tendono sempre più a muoversi attirati da manifestazioni di ogni genere. Proviamo a ribaltare la filosofia dell'evento sul mondo dei locali pubblici. Per un locale significa proporre l'aperitivo con massaggi (filone aperto a Milano dal Moresko café e a Roma da Wai Thai), l'happy hour con il personal trainer, le serate con l'iridologo o un ciclo di incontri (con eventuali consulenze personalizzate) con nutrizionisti, maestri di yoga, naturopati o esperti di gestione dello stress.
Anche in questo caso l'importante è che il bar sia davvero percepito come un locale dinamico, che fornisce sempre stimoli nuovi e che ha sposato in modo concreto e ampio la filosofia dello star bene. Ad esempio, mentre i clienti si gustano un cocktail dopo il lavoro possono farsi fare una seduta di digitopressione o imparare qualche esercizio di ginnastica isometrica. Due discipline che non richiedono spazi dedicati o speciali e che possono essere proposte anche in pubblico. Ma qualche anno fa fu un grande successo anche un ciclo di incontri con i chirurghi estetici e i dermatologi che, tra un beverone antiossidante e un drink multivitaminico, raccontavano gli ultimi progressi delle terapie e degli interventi anti-età.

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